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Presunta truffa con i bonus facciate per oltre 200mila euro, sei persone a processo

Gli imputati rispondono a vario titolo, di truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

by Redazione
8 Luglio 2026 15:58
in Cronaca
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Appalti "sospetti" dei lavori dell'acquedotto pugliese

Di A.C.

Sei persone sotto processo per una presunta frode sui bonus edilizi, tra Copertino e Porto Cesareo. Il gup Anna Paola Capano, a conclusione dell’udienza preliminare, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Simona Rizzo, per Lucio Ruberti, 63 anni, di Copertino; Ezio Antonaci, 59 anni, di Casarano; Antonio De Giorgi, 57enne, di Lecce; Giuseppe Miccoli, 65 anni, di Collepasso; Michele Algerino, 35 anni, di Orta Nova (provincia di Foggia); Giancarlo Conte, 69enne, nato a San Cesario, ma domiciliato a Roma. Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati: Giovanni Montagna, Mario Coppola, Davide Luigi Spiri, Giovanni Ianne. Potranno difendersi dalle accuse durante il processo che avrà inizio il 2 novembre davanti ai giudici in composizione collegiale.

Gli imputati rispondono a vario titolo, di truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Invece, Giuseppe Frisenda, 47 anni, di Copertino, difeso dall’avvocato Gianlcua D’Oria, ha patteggiato 1 anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa).

In base all’ipotesi accusatoria, sulla scorta delle indagini della Guardia di Finanza di Porto Cesareo, il 6 novembre 2021 vennero inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate due modelli di dichiarazione a nome di Frisenda. I documenti attestavano crediti di imposta fittizi per circa 106mila euro e 136mila euro, derivanti da richieste di accesso al bonus ristrutturazione e al bonus facciate per lavori, in base agli accertamenti investigativi,, mai effettuati su immobili situati a Copertino e Porto Cesareo, intestati in tutto o in parte a Frisenda. In che modo? Attraverso l’IP collegato all’utenza telefonica intestata alla ditta individuale di Ruberti.

E ancora, sostiene l’accusa, nella piattaforma informatica dell’Agenzia delle Entrate erano inserite otto fatture (numerate da 41 a 48) che riportavano la data del 6 novembre 2021 ed ammontavano a 366.760 euro. Le fatture erano state emesse dalla PG Service Srl, società di cui Conte era legale rappresentante. I crediti sarebbero stati dichiarati ceduti a Poste Italiane Spa.

E secondo l’accusa, questo meccanismo avrebbe ingannato l’Agenzia delle Entrate, che riconobbe i crediti inesistenti, e poi la cessionaria Poste Italiane che il 29 gennaio 2022 accreditò sul conto corrente postale intestato a Frisenda somme per un totale di circa 200mila euro.

Inoltre, tra febbraio e marzo 2022 dal conto corrente di Frisenda sarebbero stati inviati una serie di bonifici verso società riconducibili agli altri imputati e su conti correnti in Bulgaria e Belgio.

Tags: bonus-ediliziriciclaggiotruffa-aggravata
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