Tentarono la truffa all’ufficio postale per oltre 376mila euro. Due persone sotto processo

Le indagini condotte dagli agenti della Questura, hanno preso il via dalla segnalazione della direttrice delle Poste centrali di Lecce.

In due sotto processo per una tentata maxi truffa all’ufficio postale, per oltre 370 mila euro. Il gup Laura Liguori al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio  un 35enne e un 49enne, entrambi di Lecce. Dovranno presentarsi nei prossimi mesi, dinanzi al giudice monocratico, per l’inizio del processo. Rispondono delle accuse di tentata truffa aggravata, fabbricazione o produzione di documenti falsi validi per l’espatrio, sostituzione di persona. Il 35enne è accusato anche di falsa dichiarazione a pubblici ufficiali sulla propria identità.

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Massimiliano Carducci  e condotte dagli agenti della Questura, hanno preso il via dalla segnalazione della direttrice delle Poste centrali di Lecce.

I fatti risalgono al 4 marzo del 2019, quando un cliente si presentò presso l’ufficio postale e spacciandosi per un giovane di Ladispoli (provincia di Roma), tentò di incassare due assegni del valore complessivo di 376mila e 568 euro, cercando di trasferirli su un conto corrente. La direttrice, però, fu insospettita dall’età, riportata sulla carta d’identità. Non solo, poiché gli assegni erano stati emessi molto tempo prima e risultavano già riscossi. A quel punto furono allertate le forze dell’ordine. Ed in effetti, da un’attenta verifica eseguita dalla direttrice, risultò che i due assegni (uno da 250mila euro e l’altro da 126mila e 568 euro) emessi il 18 luglio del 2017, erano falsi poiché erano stati già posti all’incasso.

E si arrivò alla vera identità del presunto truffatore. Dalle indagini sul cellulare del 35enne emerse anche la figura del suo complice, il 49enne che, secondo l’accusa, avrebbe inviato sul telefonino la fototessera da incollare sul documento con le generalità false. Inoltre, il piano truffaldino sarebbe stato pianificato, poco prima della “visita” all’ufficio postale, durante un incontro in un bar nel centro di Lecce. E sarebbe emersa la complicità di altri soggetti non compiutamente identificati.

I due imputati, assistiti dagli avvocati Francesco Calabro e Andrea Starace, potranno difendersi dalle accuse nel corso del dibattimento.



In questo articolo: