Processo su presunta maxi evasione fiscale. In aula l’ex calciatore del Lecce, Mirko Vucinic

E a margine dell’udienza di oggi, Mirko Vucinic ha dichiarato: “Sono sereno e fiducioso del fatto che verrà dimostrata la mia innocenza”.

Era presente in aula, l’ex calciatore del Lecce, Mirko Vucinic, nell’udienza odierna del processo in cui è accusato di una maxi evasione fiscale.

In mattinata, dinanzi al giudice monocratico della seconda sezione penale Valeria Fedele, sono stati ascoltati alcuni testimoni della difesa, tra cui l’ambasciatrice del Montenegro negli Emirati Arabi Uniti, Dusanka Jeknic.

E nella prossima udienza fissata per il 6 dicembre in cui dovrebbe concludersi l’strutoria dibattimentale è previsto l’ascolto, sempre come teste della difesa, del calciatore del Napoli, Juan Jesus che all’epoca dei fatti militava nella Roma e risiedeva nella villa presa in affitto da Vucinic.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Antonio Savoia, ritiene che la presenza in Italia di Mirko Vucinic negli anni finiti sotto la lente della Procura, fosse occasionale, anche perché il contratto siglato con l’Al Jazira Club regolava la contribuzione da versare al Fisco.

Ed a margine dell’udienza di oggi, Mirko Vucinic ha dichiarato: “Sono sereno e fiducioso del fatto che verrà dimostrata la mia innocenza. Non venivo in Italia a curare in miei interessi economici. Avevo un contratto da rispettare negli Emirati Arabi”.

Vucinic deve difendersi dall’accusa di “dichiarazione infedele”.

Ricordiamo che dopo il sequestro del novembre del 2020, la Procura leccese chiuse l’inchiesta sull’ex calciatore del Lecce. Il 38enne montenegrino, venne raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini preliminari.

In particolare, viene contestato a Vucinic, il mancato pagamento delle imposte sui redditi alti (relative alle prestazioni sportive rese dal calciatore) per gli anni dal 2014 al 2017. Nello specifico, (I.R.P.E.F. evasa nel periodo di imposta 2014 per euro 1.402.387,92, nel 2015 per euro 1.954.383,69, nel 2016 per euro 1.954.370,11 e infine nel 2017 per € 542.926,96). Il reato sarebbe stato accertato nel marzo del 2019.

Il successivo sequestro preventivo per equivalente di conti correnti e beni mobili ed immobili (ville, appartamenti, moto) risultava però di un valore corrispondente a circa 3 milioni di euro e dunque inferiore all’importo dell’evasione contestata. Esso è stato eseguito, dagli uomini della Guardia di Finanza di Lecce, dopo che il gip Sergio Tosi ha emesso l’apposito decreto.

Le indagini, avviate a seguito di un fascicolo aperto dall’Agenzia delle Entrate, avrebbero consentito d’individuare nell’Italia lo Stato col quale Vucinic ha avuto il più stretto collegamento, nel periodo in cui militava nell’ “Al-Jazira Club”. Nel frattempo il 38enne montenegrino si è ritirato dal calcio professionistico.

Successivamente, il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dal suo legale. L’avvocato Savoia ha chiesto la revoca del sequestro preventivo per equivalente di conti correnti e beni mobili ed immobili sostenendo che Mirko Vucinic non risiede fiscalmente in Italia.

Inoltre, la Cassazione ha confermato il sequestro dei beni del 20 novembre di due anni fa eseguita dai finanzieri della Compagnia di Lecce, in esecuzione al decreto per equivalente del gip.



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