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Presunta truffa sulle richieste di rimborso per la procreazione assistita. Medico sotto processo

by Angelo Centonze
19 Ottobre 2022 17:43
in Cronaca
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Un medico finisce sotto processo per una presunta truffa sulle richieste di rimborso per le procedure di procreazione assistita.

Nella giornata di oggi, il gup Simona Panzera ha rinviato a giudizio P.P.L, 66 anni di Nardò. Il processo si aprirà l’1 febbraio del 2023 dinanzi al giudice monocratico Maria Francesca Mariano. Il medico risponde delle accuse di truffa e falso.

Intanto, E.M.T. responsabile del Pma (Centro di procreazione medicalmente assistita) dell’ospedale di Nardò che diede il via all’inchiesta con la sua denuncia, si è costituito parte civile con l’avvocato Francesca Conte, durante l’udienza preliminare.  Così come l’Asl assistita dall’avvocato Alfredo Cacciapaglia.

L’imputato è difeso dall’avvocato Andrea Bianco e potrà respingere le accuse nel corso del dibattimento, poiché sostiene che si sia trattato di un “errore di ragioneria”.

I fatti si sarebbero verificati dal marzo del 2020 al luglio del 2021, periodo in cui il centro era chiuso, a causa dell’emergenza sanitaria da covid-19.

In base alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Maria Vallefuoco e condotte dai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria diretti dal tenente colonnello Francesco Mazzotta, P.P.L. avrebbe apposto timbro e firma apocrifa del responsabile del Centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale di Nardò per certificare 39 prestazioni di II livello mai eseguite. Ed intascare così somme da parte della Asl (con cui era stata in precedenza stipulata una convenzione) per un importo complessivo di  circa 39.357,44 euro che ora sta recuperando con una rateizzazione di circa 1.000 euro al mese.

E il medico risponde anche di truffa, perché come sostiene la Procura: “contraffacendo le richieste di pagamento traeva in inganno l’Asl in merito all’avvenuta esecuzione delle suddette prestazioni”. Le somme infatti venivano erogate sulla busta paga di P.P.L. sostiene sempre l’accusa, nonostante il fatto che nessuna prestazione era stata eseguita dal medico.

Tags: truffa
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