Inchiesta su annullamento multe in cambio di favori. Revocata l’interdittiva per una vigilessa

Il Tribunale del Riesame, nelle scorse ore, ha accolto l’istanza della difesa che aveva impugnato il provvedimento di rigetto del gip.

Revocata la misura interdittiva per una vigilessa nell’ambito dell’inchiesta su un presunto scambio di favori per ottenere l’annullamento delle multe.

Il Tribunale del Riesame, nelle scorse ore, ha accolto l’istanza dell’avvocato Amilcare Tana che aveva impugnato il provvedimento di rigetto del gip Silvia Saracino, ritenendo oramai insussistenti le esigenze cautelari.

Va detto che nei mesi scorsi, il gip aveva applicato la misura interdittiva della sospensione dal servizio per 12 mesi per Loredana Valletta, 57enne, di Lecce. In seguito, la difesa aveva chiesto al giudice la revoca della misura, ma l’istanza era stata respinta ed il provvedimento venne impugnato davanti al Riesame che in queste ore ha accolto la richiesta del legale della vigilessa.

Nei mesi scorsi, il Riesame ha annullato la misura interdittiva per 8 mesi, nei confronti di Piervitale Frassanito, 61 anni di Diso, maresciallo della Polizia provinciale di Lecce, difeso dall’avvocato Luigi Corvaglia.

Invece, in precedenza, il gip aveva rigettato la richiesta di applicazione della misura interdittiva per la 55enne leccese Francesca Vallone, dipendente della Lupiae Servizi. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’indagata, assistita dagli avvocati Roberto Rella e Giuseppe Fornari, ha risposto alle domande del gip ed ha fornito la propria versione dei fatti, negando gli addebiti.

Sempre nei mesi scorsi, davanti al gip Saracino, sono comparse le due vigilesse per le quali il gip aveva disposto la misura interdittiva della sospensione dal servizio per 12 mesi. Invece, i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci avevano chiesto gli arresti domiciliari. Si tratta di Luisa Fracasso, 49 anni e Loredana Valletta, 57enne, entrambe di Lecce. Le due indagate, assistite rispettivamente dagli avvocati Giuseppe Corleto ed Amilcare Tana, si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Per la Valletta, come detto, il Riesame ha poi annullato il provvedimento.

Anche per Carlo Corvino, 48 anni di Lecce, dipendente della Polizia Locale, il quale, assistito dall’avvocato Antonio Bolognese, ha fornito la sua versione dei fatti, durante l’interrogatorio, venne applicata la misura.

Ricordiamo che nella mattinata del 14 febbraio scorso, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, hanno eseguito un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici, nei confronti di due vigilesse.

L’indagine ha avuto ad oggetto una serie di condotte, principalmente, a carico di tre dipendenti della Polizia Locale del capoluogo (di cui due destinatari della misura), di un dipendente di una società municipalizzata di Lecce e di uno della Polizia Provinciale che, secondo la ricostruzione investigativa del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di “Piazzetta dei Peruzzi”, comandato dal Tenente Colonnello Giulio Leo, avrebbero commesso una serie di episodi finalizzati ad annullare e/o archiviare verbali per violazioni al Codice della Strada (oltre 500 i casi analizzati) elevati a a molte persone, legati da rapporti di amicizia e/o di interesse.

L’inchiesta ha preso il via nel 2019. Sono 46 in tutto gli indagati, tra cui anche l’attuale consigliere comunale di minoranza Antonio Finamore, di 63 anni, capogruppo di Andare Oltre-PrimaLecce. All’epoca dei fatti, era consigliere comunale di maggioranza, nella prima giunta di Carlo Salvemini. Indagato, sempre a piede libero, anche Luca Pasqualini, 48 anni di Lecce, ex assessore comunale alla Mobilità della giunta guidata da Paolo Perrone.

Gli indagati rispondono a vario titolo dei reati di associazione per delinquere, corruzione, accesso abusivo alle banche dati, falso e soppressione di atti pubblici. In base all’ipotesi accusatoria, Pasqualini sarebbe il promotore e l’organizzatore del gruppo criminale, di cui Finamore è ritenuto l’organizzatore insieme alla convivente Luisa Fracasso e alla Valletta. Invece, Corvino è ritenuto partecipe dell’associazione insieme a Frassanito.Tra gli altri indagati compaiono i soggetti che avrebbero ottenuto in maniera fraudolenta l’annullamento dei verbali.

Le indagini, svolte nei confronti di 46 persone, anche tramite l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, sembrerebbero aver fatto emergere, nelle condotte corruttive, non solo l’ottenimento di utilità di vario genere (ticket per pubblici spettacoli, biglietti per le giostre, addobbi per matrimoni e servizi di trasloco), ma anche il rafforzamento del consenso elettorale in capo ad alcuni politici locali.