Inchiesta Case Popolari: dopo il Riesame, Monosi e Gorgoni si rivolgono alla Cassazione

La decisione è maturata in queste ore, alla luce di quanto emerso dalle “motivazioni” del provvedimento con cui venivano confermati i domiciliari per entrambi.

Dopo il rigetto in sede di Riesame, i difensori dei principali indagati nell’inchiesta “case popolari”, si rivolgono alla Cassazione. La decisione è maturata in queste ore, alla luce di quanto emerso dalle motivazioni del provvedimento. Gli avvocati Riccardo Giannuzzi e Luigi Covella per Attilio Monosi ed Amilcare Tana, legale di Pasquale Gorgoni, depositeranno a breve il ricorso.

I giudici del “Tribunale della Libertà” avevano confermato i domiciliari per entrambi.

Dunque, non era stata disposta alcuna scarcerazione nè un alleggerimento della misura cautelare, dopo che la difesa aveva impugnato l’ordinanza del gip Giovanni Gallo.

Adesso, come detto, dovranno pronunciarsi gli “ermellini”.

Riguardo Luca Pasqualini, la difesa rappresentata dal legale Giuseppe Corleto, sta valutando l’ipotesi di ricorrere alla Corte di Cassazione. Stesso discorso per Antonio Torricelli, assistito dall’avvocato Luigi Covella, per il quale si attendono le motivazioni del Riesame ( sono stati comunque confermati i domiciliari).

Gli Appelli

Intanto, nei prossimi giorni il Riesame depositerà un’unica ordinanza sugli Appelli presentati dalla Procura. I giudici hanno comunque rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti di Luca Pasqualini, per accogliendo parzialmente alcune ipotesi accusatorie dei pubblici ministeri Roberta Licci e Massimiliano Carducci. Il Riesame ha accolto, solo in parte, anche gli Appelli per Monosi e Gorgoni.

La chiusura indagini

Nelle scorse ore, la Procura ha notificato l’avviso di conclusione nei confronti di 48 persone, tra cui l’ex sindaco Paolo Perrone.

Dagli atti, emergerebbe l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, di cui Attilio Monosi sarebbe il capo promotore ed ideatore a dare “veste legale alle assegnazioni degli alloggi parcheggio di proprietà comunale”. In particolare, l’ex Assessore all’edilizia residenziale, organizzava le illecite assegnazioni di immobili confiscati alla mafia ed assegnati al Comune di Lecce, in cambio di utilità elettorali con il supporto dei dirigenti dell’Ufficio Casa e di Pasquale Gorgoni, coordinatore dell’Ufficio patrimonio e di Giuseppe Naccarelli.

Luca Pasqualini, invece, comparirebbe nelle indagini, nelle vesti di interlocutore privilegiato con personaggi appartenenti alla criminalità organizzata, quali Pasquale Briganti, Mario Blago e Sergio Marti, “soggetti dai quali, secondo il gip, riceveva sostegno elettorale”.

Vi e poi il ruolo di Antonio Torricelli, vicepresidente del Consiglio Comunale che forniva l’apporto indispensabile per la realizzazione di iniziative strumentali, quali l’approvazione del regolamento n. 40/13, che permetteva la creazione di una graduatoria parallela a quella ufficiale (nella regolamentazione delle case parcheggio), rafforzando il controllo del bacino elettorale.

Le accuse sono, a vario titolo ed in diversa misura, di associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, falso, occupazione abusiva, violenza privata e lesioni.



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