Chiusura Inchiesta case popolari: tra i 48 indagati c’è anche l’ex Sindaco Paolo Perrone

L’ex primo cittadino Paolo Perrone risponde di abuso d’ufficio in concorso con Attilio Monosi, Pasquale Gorgoni e Paolo Rollo.

La Procura chiude le indagini sul presunto “Affaire” delle case popolari. Dagli atti d’indagine emergerebbe l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere di cui Attilio Monosi sarebbe il capo promotore ed ideatore a dare “veste legale alle assegnazioni degli alloggi parcheggio di proprietà comunale”.

Monosi, all’epoca dei fatti Assessore all’edilizia residenziale, organizzava le illecite assegnazioni di immobili confiscati alla mafia ed assegnati al Comune di Lecce, in cambio di utilità elettorali con il supporto dei dirigenti dell’Uffcio Casa e di Pasquale Gorgoni, coordinatore dell’Ufficio patrimonio e di Giuseppe Naccarelli.

Luca Pasqualini, invece, comparirebbe, nelle vesti di interlocutore privilegiato con personaggi appartenenti alla criminalità organizzata, quali Pasquale Briganti, Mario Blago e Sergio Marti, soggetti dai quali, riceveva sostegno elettorale.

Vi e poi il ruolo di Antonio Torricelli, vicepresidente del Consiglio Comunale che forniva l’apporto indispensabile per la realizzazione di iniziative strumentali, quali l’approvazione del regolamento n. 40/13, che permetteva la creazione di una graduatoria parallela a quella ufficiale (nella regolamentazione delle case parcheggio), rafforzando il controllo del bacino elettorale.

Le accuse sono, a vario titolo ed in diversa misura, di associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, falso, occupazione abusiva, violenza privata e lesioni.

L’ex Sindaco Paolo Perrone risponde dell’accusa di abuso d’ufficio in concorso con Monosi, Gorgoni e Rollo.

Sono due gli episodi contestati dalla Procura e riguardano l’assegnazione arbitraria di una casa, confiscata alla mafia, ad abitanti del quartiere Stadio. Infatti, Perrone in qualità di “primo cittadino” avrebbe avallato la pratica procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale e sottraendo l’immobile alla gradutoria ordinaria.

Non compare nell’elenco dei 48 indagati, l’ex Sindaco Adriana Poli Bortone.



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