Confermata la condanna a 5 anni di reclusione inflitta in primo grado con il rito abbreviato a Biagio Manni, 57 anni, per una serie di estorsioni e tentativi di estorsione, aggravate dal metodo mafioso, ai danni di commercianti di Melissano e del sindaco Alessandro Conte.
La sentenza è stata emessa dai giudici della Corte di Appello, presieduta da Teresa Liuni che hanno rigettato l’appello della difesa. L’avvocato Giorgio Caroli, legale dell’imputato, potrà fare ricorso in Cassazione.
L’inchiesta prese il via dalla denuncia del “primo cittadino” di Melissano, Alessandro Conte, che dopo aver ricevuto da Manni la richiesta di consegnare 500 euro per le famiglie dei carcerati, si rivolse, nel luglio del 2024, alle forze dell’ordine.
I carabinieri dopo una serie di accertamenti investigativi, arrestarono il 57enne di Melissano, mentre si trovava a passeggio per il paese.
L’ordinanza di custodia cautelare venne emessa dal gip Maria Francesca Mariano, su richiesta del pm Maria Vallefuoco, nel dicembre del 2024.
In base a quanto riferito dal sindaco ai carabinieri, mentre si trovava con altre persone in un bar del paese, venne avvicinato da un pregiudicato che, nell’imminenza di una sagra organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune, gli aveva chiesto 500 euro come “regalo” per lui e per le famiglie di detenuti in carcere. E Manni gli rivelò anche l’intenzione di voler acquisire, tramite l’imposizione del “pizzo”, il controllo degli eventi culturali organizzati da amministrazione comunale e associazioni del luogo, compresa la festa patronale.
L’indagine portò alla luce una serie di estorsioni ai commercianti del posto, con la pretesa di somme di denaro tra i 20 ed i 100 euro.
In altri casi, Biagio Manni pretendeva biglietti omaggio per le varie manifestazioni cittadine.
