Scritte “No Vax” su scuole, ufficio postale e cimitero a Bari. Quattro indagati, c’è anche un salentino

Le indagini sono state svolte dagli agenti del Servizio di Polizia Postale del capoluogo pugliese e i colleghi della Digos di Lecce

C’è anche un leccese tra i quattro indagati dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Bari, relativa  a numerosi danneggiamenti e deturpamenti compiuti a Bari nei confronti di  immobili di proprietà o in uso a soggetti pubblici o gestori di un pubblico servizio.

Le indagini sono state svolte dagli agenti di Polizia del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Puglia”, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica del capoluogo pugliese

Le azioni in questione sono state compiute mediante la realizzazione di scritte con vernice di colore rosso riferite al movimento di protesta “ViVi”, gruppo che si contraddistingue in origine per l’opposizione alle campagne vaccinali poste in essere soprattutto durante la pandemia da Covid-19. Successivamente la ‘protesta’ si è indirizzata anche su altri temi quali “Agenda 2030” e “identità digitale”.

A essere colpiti, tra gli altri, il cimitero monumentale, un ufficio postale e scuole

Gli agenti hanno individuato tra gli indagati un 30enne barese raggiunto da un Decreto di perquisizione, all’esito del quale sono state rinvenute e sequestrate apparecchiature informatiche, barattoli, bombolette spray di vernice rossa ed estintori modificati per l’utilizzo della vernice stessa, parrucche e altro abbigliamento utilizzato per mimetizzarsi per compiere le azioni.

Su disposizione della Procura della Repubblica, sono stati eseguiti contestualmente dalla Polizia Postale altri tre decreti di perquisizione, a carico di altrettante persone residenti nelle province di Bari e Lecce, nel corso dei quali sono stati rinvenuti e sequestrati telefoni cellulari e materiale informatico che sarà sottoposto ad analisi.

I quattro risultano essere indagati per associazione per delinquere, danneggiamento e deturpamento e imbrattamento di cose altrui

Per le operazioni, gli Agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Puglia” sono stati coadiuvati dai colleghi della Digos di Bari e Lecce.

Naturalmente, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.