Santa Maria al Bagno, musica a tutto volume fino alle 3.00: i cittadini inferociti con il sindaco neretino

Secondo alcuni residenti di Santa Maria al Bagno, la musica di alcuni locali sarebbe troppo alta, tanto da impedire il sonno: “Perché il comune non controlla?”

«Perché il Comune di Nardò permette ai locali di Santa Maria al Bagno di mettere musica fino alle 3.00, ad un volume molto più alto rispetto ai limiti di legge?» Questa la domanda che si sono posti alcuni cittadini della nota località balneare in riva allo Ionio che, stanchi delle non risposte da parte del loro Sindaco a cui hanno rivolto numerose lamentele, hanno deciso di scrivere alla nostra redazione per raccontare quello che sono ‘costretti’ a sopportare tutte le notti.

“Possibile che non si possa dormire a Santa Maria?”

La querelle tra chi di notte vuole ‘divertirsi’ e chi vuole dormire è ormai nota e si ripropone ad ogni (bella) stagione. In realtà, non riguarda nemmeno solo la marina di Nardò, ma molte cittadine turistiche del Salento che, nei mesi d’estate, si animano, diventando un punto di riferimento per i giovani in cerca di divertimento. Era accaduto a Torre dell’Orso, qualche anno fa, accade nelle notti di luglio a Santa Maria al Bagno.

«Così alta non è più musica, ma rumore insopportabile, “chiasso” vicino, vicinissimo all’inquinamento acustico» tuonano alcuni cittadini che, nella missiva inviata a Palazzo di città, hanno “invitato” il Comune a fare un giro di notte a Santa Maria, dove – dicono – non si può più dormire.

La domanda che alcuni residenti hanno rivolto al Sindaco è semplice: «Perché avete autorizzato a diffondere la musica di notte, fino alle 3.00, ma poi non avete controllato che le casse acustiche siano limitate nella loro potenza?». Questione di decibel, insomma, che, secondo chi ci scrive, superano di gran lunga i limiti imposti dalla legge.

Basti pensare che dai 60 decibel in più il rumore all’interno dell’abitazione è considerato “fastidioso”. Corrisponde, più o meno, a quello di una strada trafficata o al chiacchiericcio di un ristorante affollato. Con questi parametri, la musica a tutto volume potrebbe essere inaccettabile  per una persona che vuole dormire.

«Non controllare significa permettere!» continuano i residenti della località che chiedono un intervento immediato del primo cittadino Pippi Mellone, anche se finora non hanno ottenuto risposta. «Non è la prima volta, quest’anno, che scriviamo al comune di Nardò per denunciare questi fatti, senza alcun risultato. Per questo abbiamo deciso di inviare questa lettera anche ai giornali quotidiani».



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