“Chiudi la scuola, apri la scuola”. Si torna in classe: il Tar sospende l’ordinanza di Emiliano

Il Tar ha sospeso l’ordinanza che prevedeva la Ddi al 100 per cento perché considerata carente nelle motivazioni e incoerente con la zona gialla. Ora si applica il Dpcm del 14 gennaio.

È stata sospesa l’ordinanza con cui il presidente della Regione Michele Emiliano aveva previsto, lo scorso 20 febbraio, la didattica digitale integrata per tutte le scuole della Puglia, fatti salvi alcuni casi specifici. Il Tar ha, infatti, ritenuto il provvedimento carente nelle motivazioni e incoerente con la zona gialla ed ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Alberto Pepe e Federico Pellegrino che rappresentavano un gruppo di genitori ed insegnanti e dal Codacons di Lecce, attraverso l’avvocato Luisa Carpentieri.

La ratio dell’ordinanza restrittiva – secondo quanto comunicato dalla Regione – era da riscontrarsi nella necessaria attuazione del piano vaccinale degli operatori scolastici. E la didattica a distanza, in tal senso, avrebbe consentito un rientro degli alunni a personale vaccinato, diminuendo così il rischio di ulteriori contagi nelle scuole. Una motivazione non sufficiente a giustificare il varo dell’ordinanza più stringente rispetto alle disposizioni nazionali, perché – afferma il Tar – “se fosse vero che l’esigenza fondamentale è quella di consentire l’attuazione del piano vaccinale per gli operatori scolastici il provvedimento regionale impugnato dovrebbe avere una durata di efficacia molto più lunga”.

Detta in altri termini, considerando che il piano vaccinale per gli operatori con tutta probabilità non si concluderà entro il 5 marzo, data di scadenza dell’ordinanza regionale, la necessità di vaccinare il personale scolastico non sembra un appiglio ammissibile per il provvedimento più restrittivo rispetto alle disposizioni nazionali.

È su questo presupposto – in aggiunta alla incoerenza tra l’ordinanza restrittiva sulle scuole e le misure più blande introdotte al momento del passaggio della Regione in zona gialla – che i giudici amministrativi hanno dunque ritenuto di ripristinare il Dpcm del 14 gennaio 2021 che prevede la didattica in presenza per elementari e medie, con il limite alle percentuali comprese tra il 50% e il 75% per le superiori.

La questione sarà discussa nel merito in tribunale il 17 marzo prossimo, mentre già nelle prossime ore la Regione potrebbe varare una nuova ordinanza per rimediare al pronunciamento.

La soddisfazione del Codacons di Lecce

Esulta il Codacons di Lecce dal momento che il Tar ha accolto anche la domanda patrocinata dall’Avv. Luisa Carpentieri. L’associazione a difesa dei consumatori esprime grande soddisfazione per la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale: ‘Ringraziamo i numerosi cittadini che con il loro contributo hanno sostenuto e reso possibile l’iniziativa giudiziaria a tutela del diritto alla salute e all’istruzione, a dispetto della violenta campagna denigratoria avviata da pochi soggetti nei confronti dei componenti dell’ufficio legale della nostra Associazione. Già a partire da domani gli studenti pugliesi potranno riprendere la didattica in presenza in applicazione delle norme del DPCM per le zone gialle’.

Su Facebook la replica del Governatore: “saranno le famiglie a scegliere”

In seguito all’odierno provvedimento del Tar di Bari, sto per emettere una nuova ordinanza per la prevenzione della “variante inglese” e per la esecuzione del piano vaccinale nelle scuole.

Saranno apportate solo piccole modifiche che spero non incideranno troppo sull’assetto organizzativo che le scuole si erano già date per affrontare le prossime due settimane.

Il provvedimento che ha accolto in via di urgenza la richiesta di sospensiva della mia ultima ordinanza sulla scuola, ipotizza:

1. che la esecuzione della campagna vaccinale della scuola sarà più lunga del periodo di vigenza della ordinanza stessa;
2. che per tale motivo si deve ritenere che la ordinanza stessa sarà inevitabilmente prorogata;
3. che tale eventuale proroga sacrificherebbe troppo a lungo il diritto alla didattica in presenza degli studenti introducendo – per la ammissione alla didattica in presenza per ragioni familiari non diversamente affrontabili – un limite di presenza massima del 50% in ogni classe, giudicato troppo restrittivo;

I provvedimenti dei giudici non si discutono, se non impugnandoli e quindi mi atterrò a questa regola.

Cerco comunque di spiegare cosa sta succedendo.

È stata sospesa una mia ordinanza finalizzata a salvaguardare la vita del personale della scuola in vista dell’esplosione della pericolosa “variante inglese”.

La sospensione è stata concessa per evitare un danno al diritto alla frequenza in presenza, non essendoci dubbio che la scuola pugliese ha anche un mezzo alternativo di didattica che è quella digitale integrata a distanza.

In ogni caso, per evitare contrasti col provvedimento del giudice, sto per emettere un’ordinanza che lega la temporanea sospensione della didattica in presenza ad un termine per la esecuzione della campagna vaccinale nelle scuole.

Con questo si soddisfa un’esplicita richiesta di motivazione.

Sono costretto ad intervenire per evitare che domani le scuole siano improvvisamente invase, in mancanza di provvedimenti di regolazione sanitaria, da tutti gli studenti in presenza con danno gravissimo per la salute del personale scolastico in piena pandemia da “variante inglese” che ormai sta sostituendo le altre meno pericolose e meno contagiose.

Tale sospensione della didattica in presenza era stata richiesta unanimemente da tutti i sindacati dalla stragrande maggioranza delle famiglie, sul presupposto del pericolo che un’insufficienza della prevenzione di infortuni sul lavoro da parte delle scuole, potesse pregiudicare la vita e la salute del personale scolastico non ancora vaccinato. Proprio mentre i vaccini si sono resi finalmente disponibili.

Ritenendo fondata questa posizione del sindacato, adotterò immediatamente un’altra ordinanza che, tenendo conto dei rilievi del giudice, tuteli comunque la vita del personale scolastico agganciando la durata della campagna vaccinale per le scuole al periodo di vigenza della ordinanza, rimuovendo il limite del 50% alla presenza contemporanea nelle classi.

Verrà comunque reintrodotto il diritto alla scelta della didattica integrata a distanza da parte delle famiglie che ne faranno richiesta nell’esercizio del diritto alla salute di ciascuno studente e della famiglia stessa per evitare che qualcuno possa essere costretto da interpretazioni errate a frequentare in presenza nonostante la grave pandemia in atto.



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