Security, autorizzazione negata ad un salentino. Il TAR da torto alla Procura di Bologna

La Prefettura vieta ad un “buttafuori” salentino di lavorare ma per il TAR di Bologna mancano i presupposti. Accolta l’istanza dell’avvocato Alfredo Matranga del foro di Lecce

La Prefettura vieta ad un “buttafuori” salentino di lavorare. Ma per il TAR bolognese, i presupposti non ci sono.

Lo hanno stabilito i giudici del Tribunale Amministrativo di Bologna accogliendo l’istanza dell’avvocato Alfredo Matranga del foro di Lecce, legale del giovane.

Con ordinanza depositata il 28 febbraio 2019, la I Sezione del TAR emiliano (Pres. Di Nunzio e Rel. Giovannini) ha dato ragione al ricorrente.

I fatti

Durante un normale servizio di controllo del territori disposto dalla Prefettura di Bologna, il buttafuori salentino era stato trovato in compagnia di un pregiudicato.

Questo singolo episodio aveva comportato il rigetto dell’istanza di rinnovo dell’iscrizione nell’apposito elenco prefettizio del personale addetto al controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo. La richiesta era stata avanzata come da routine dallo stesso ragazzo, tramite la società bolognese per cui presta servizio in tutta Italia come “buttafuori”.

Il salentino ha dovuto così proporre ricorso al TAR Bologna, competente per territorio, rilevando come non fosse possibile che per un singolo e casuale incontro con un pregiudicato, l’amministrazione potesse negare il rinnovo di iscrizione.

La decisione del TAR di Bologna

In particolare, per il Tar bolognese “il provvedimento impugnato non spiega le ragioni in base alle quali un unico episodio accertato di frequentazione del ricorrente con soggetto avente precedenti penali, sia stato ritenuto sufficiente, dall’Amministrazione procedente, per adottare il gravato diniego, comportante, per l’interessato, l’impossibilità di proseguire l’attività lavorativa oggetto dell’autorizzazione medesima”.

Il Giudice Amministrativo ha, quindi, accolto l’istanza cautelare presentata dal ricorrente e, per l’effetto, ha sospeso l’esecuzione del provvedimento impugnato, al fine del riesame dell’istanza alla luce di tali considerazioni ,fissando l’udienza pubblica di discussione del merito del ricorso per il prossimo 23 ottobre 2019.



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