Assunzioni a Sanitaservice e l’ombra delle tangenti, raffica di perquisizioni della Finanza

Sono stati sequestrati telefoni cellulari e dispositivi informatici. Le ipotesi di reato sono corruzione, turbata liceità degli incanti, falso in atto pubblico e concussione.

Una raffica di perquisizioni per far luce sulle assunzioni in Sanitaservice, la società in-house che si occupa di fornire gli ausiliari e altri servizi strumentali alla Asl (socio unico dell’azienda). La Guardia di Finanza, nelle scorse ore, ha eseguito come richiesto dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, ben 19 decreti di perquisizione. Sono stati sequestrati telefoni cellulari e altri dispositivi informatici. Le ipotesi di reato contestate sono: corruzione per atti contrari al dovere d’ufficio, turbata liceità degli incanti, falso in atto pubblico e concussione.

Le indagini si sono avvalse anche delle dichiarazioni di alcuni candidati al concorso che avrebbero ammesso di aver pagato tra i settemila ed i diecimila euro per assicurarsi uno dei 159 posti messi a bando tra ausiliari e addetti alle pulizie.

I vertici della società non compaiono tra gli indagati. Ricordiamo inoltre che l’ex amministratore unico Luigino Sergio si è dimesso qualche settimana fa.

Le indagini si sono concentrate sulle posizioni di due donne (entrambe indagate), assistite dagli avvocati Mariangela Calò e Amilcare Tana. Nel primo caso si tratta di di una dipendente di Sanitaservice che è accusata di aver percepito somme rilevanti con la promessa di assunzioni. E poi, c’è un’altra figura femminile vicina ad un patronato. Secondo l’accusa, il pagamento di una tangente avrebbe garantito un “percorso agevolato” che prevedeva il conseguimento di attestati di qualificazione antincendio e primo soccorso, presso un’agenzia di formazione. I soggetti coinvolti nell’inchiesta si sarebbero piazzati nelle prime posizioni della graduatoria del concorsone.

Ricordiamo che anche nell’inchiesta su politica e sanità che ha portato nei giorni scorsi a numerosi arresti, tra cui l’ex assessore regionale Totò Ruggeri e l’ex consigliere regionale Mario Romano (entrambi ai domiciliari), si fa riferimento al concorso di Sanitaservice. Il pm Alessandro Prontera ipotizza il reato di traffico di influenze illecite. Secondo l’accusa, Antonio Greco, avrebbe avuto il ruolo di procacciatore di persone disponibili a pagare per il superamento di concorsi pubblici, per conto del consigliere regionale Mario Romano. In particolare, quest’ultimo faceva sapere di avere gli agganci giusti e assicurava ad un candidato (anch’egli indagato) che avrebbe superato il concorso di Sanità Service s.r.l., dietro il pagamento di 7mila euro.

Anche il cognato del candidato avrebbe ricevuto favori per l’assunzione.