15 nigeriani rischiano il processo per droga: i capi dell’organizzazione impartivano ordini dal centro di accoglienza

I fatti si sarebbero verificati tra i mesi di maggio ed ottobre del 2018. L’associazione provvedeva a rifornirsi di notevoli quantitativi di marijuana che veniva distribuita nella provincia di Lecce.

Sono accusati di avere allestito una capillare organizzazione per la “distribuzione” di marijuana, che arrivava anche attraverso un canale romano, in vari centri della provincia di Lecce. E gli ordini venivano impartiti da due capi, che alloggiavano in un centro di accoglienza per rifugiati.  Quindici nigeriani rischiano di finire sotto processo, a seguito di una indagine coordinata dalla pm Giovanna Cannarile della Direzione Distrettuale Antimafia e dai carabinieri del Ros di Lecce che si sono avvalsi anche di intercettazioni. Nelle scorse ore, era prevista l’udienza preliminare dinanzi al gup Marcello Rizzo, che è stata rinviata per alcuni difetti di notifica.  È stato così disposto un rinvio al 19 ottobre.

I fatti si sarebbero verificati tra i mesi di maggio ed ottobre del 2018. L’associazione, secondo l’accusa, provvedeva a rifornirsi di notevoli quantitativi di marijuana che una volta giunta a Lecce, veniva distribuita dai sodali, nei loro rispettivi territori di residenza.  E i due presunti capi, che risiedevano in un centro di accoglienza della provincia di Lecce, si occupavano dell’organizzazione dell’attività del presunto gruppo criminale e degli aspetti legati all’approvvigionamento di marijuana da destinare allo spaccio, anche attraverso un complice, di origini nigeriane, ma residente a Roma. E poi, all’interno dell’organizzazione vi era un “corriere” che si occupava del trasporto della droga a Lecce che veniva poi distribuita da altri sodali. Uno di essi, metteva a disposizione la propria carta postepay, tramite la quale, girava il denaro, frutto dell’attività di spaccio. Inoltre, la droga veniva distribuita in vari centri della provincia, attraverso altri due gruppi di soggetti, facenti parte dell’associazione, che seppur autonomi erano in contatto tra loro. E due componenti, risiedevano, a loro volta, in un altro centro di accoglienza della provincia di Lecce. Queste sono le accuse della Procura che verranno vagliate dal giudice dell’udienza preliminare.

Gli imputati, molti dei quali irreperibili, sono difesi dagli avvocati: Ilario Manco, Giulio Bray, Francesco De Giorgi, Marco Michele Picciani, Giuseppe Mariano, Diego Cisternino, Anna Maria Marzo, Lorenza Preite. Rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere e spaccio di sostanze stupefacenti.



In questo articolo: