Trovato un cadavere in mare, è di un 77enne di Parabita

Il corpo è stato recuperato dagli uomini della capitaneria di porto di Gallipoli. Indagini in corso per risalire alla causa della morte

Sembrava remota la possibilità che il corpo senza vita di un uomo ritrovato nello specchio di acqua che bagna la località “Montagna Spaccata”, tra Santa Maria al Bagno e Lido Conchiglie, fosse quello del pescatore scomparso. È difficile per una famiglia spegnere la speranza, nei momenti difficili e di incertezza ci si aggrappa a tutto, anche alla possibilità che il mare possa restituire un corpo da piangere e a cui dare una degna sepoltura. Per questo, quando si è diffusa la notizia del ritrovamento di un cadavere a pochi metri della scogliera, il pensiero è andato subito a Luigi Peluso, di cui non si hanno più notizie ormai dal 5 ottobre. Ma non era lui, il dramma riguardava un’altra famiglia di Parabita. Si trattava, infatti, di un 77enne. Preoccupato quando non lo ha visto tornare a casa, il figlio si era rivolto alle forze dell’Ordine.  I Carabinieri, a quel punto, lo hanno invitato a recarsi presso la sala mortuaria dell’Ospedale “Vito Fazzi”, dove era stato trasportato il corpo rinvenuto in mare. È qui che è avvenuta la conferma che non si trattava del pescatore di Porto Cesareo su cui è calato il buio quel giorno di inizio ottobre, quando era uscito per una battuta di pesca. Era stato ritrovato solo il suo vecchio gozzo di legno, una imbarcazione vuota, con il motore ancora acceso, mentre del pescatore nessuna traccia.

Il ritrovamento

È stato un vigile del Fuoco libero dal servizio a notare il cadavere che galleggiava, in balia delle onde, non lontano dalla riva. L’orologio aveva da poco segnato mezzogiorno, quando è scattato l’allarme. Attivata la macchina dei soccorsi, sono cominciate le operazioni di recupero, toccate agli uomini della Guardia Costiera di Gallipoli.

Come detto, fin dai primi istanti sembrava chiaro che il corpo ritrovato non potesse essere quello del 58enne di Porto Cesareo. Per lo ‘stato’, non compatibile con una lunga permanenza in acqua (il decesso sembrava più recente). C’era poi l’abbigliamento, diverso da quello indossato dal pescatore il giorno della scomparsa e il telefono cellulare ritrovato nelle tasche dei pantaloni dell’uomo ‘sconosciuto’, mentre quello del 58enne era rimasto sull’imbarcazione. Non lontano dal punto del ritrovamento, poi, era stata trovata una macchina parcheggiata.

Cercando di dare un nome a quel corpo, si è arrivati alla conferma. Si trattava di un 77enne di Parabita. Ora non resta che tentare di ricostruire cosa sia accaduto.