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Presunta truffa con i bonus edilizi, Arrivano numerosi patteggiamenti

E se qualcuno non rispettava gli accordi, scattavano le intimidazioni. Dietro gli incendi, secondo la Procura, c’era Orazio Preite, di Taurisano, il quale potrà difendersi dalle accuse durante il processo.

by Redazione
7 Luglio 2026 11:27
in Cronaca
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Di A.C.

Termina con 14 patteggiamenti, l’udienza preliminare con 20 imputati, su una presunta truffa con i bonus edilizi, ma nella quale sono confluiti anche tre episodi intimidatori, con  case e macchine, date alla fiamme, per ottenere denaro. Il gup Tea Verderosa, nelle scorse ore, ha inoltre accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Simona Rizzo per altri cinque imputati.

Tra gli altri, compaiono Orazio Preite, 41enne di Taurisano, ritenuto responsabile di due episodi estorsivi avvenuti nella notte tra il 25 e il 26 giugno del 2022, e appena cinque giorni dopo, tra il 28 e il 29 giugno, quando venne dato fuoco, in entrambi i casi, ad un’abitazione di Presicce-Acquarica. Il motivo degli incendi era legato alla pretesa  di 150 mila euro dal proprietario Giorgio Monsellato (già condannato in un altro procedimento), come parte dei proventi delle pratiche sui bonus edilizi. E ancora, 10 giorni dopo gli attentati incendiari, attraverso un intermediario, Preite sarebbe riuscito a farsi consegnare l’intera somma.

Anche Antonio Tommaso Memmi (un altro dei 20 imputati), 71enne di Casarano, avrebbe subito un atto intimidatorio. Il 2 dicembre del 2022, una villetta e due auto vennero date alle fiamme per costringerlo a versare 100mila euro. Anche in questo caso, si parla di una parte dei presunti proventi ottenuti con la truffa sui bonus fiscali. L’uomo ha patteggiato 2 anni e 2 mesi di reclusione.

I fatti oggetto di questo procedimento rappresentano  una costola della maxi inchiesta “EasyBonus”, in cui sono contestati a vario titolo i reati di truffa, estorsioni, illeciti tributari, riciclaggio e autoriciclaggio.

Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati: Luca Puce, Davide Micaletto, Simone Viva, Giorgio Caroli, Raffaele Benfatto, Biagio Palamà, Giuseppe Presicce.

In base all’impianto accusatorio, gli imputati avrebbero ottenuto illegalmente dei crediti d’imposta per lavori edili spesso inesistenti, attraverso i “superbonus” o i “bonus facciate”. Non solo, se qualcuno non rispettava gli accordi, scattavano le minacce e le intimidazioni.

Per questa inchiesta sui bonus facciate è finito sotto processo anche Albano Galati, 58, di Taurisano, condannato in primo grado all’ergastolo con l’accusa di aver accoltellato a morte la moglie, la 49enne Aneta Danelczyk, di origini polacche.

Il processo per i cinque imputati che non hanno chiesto riti alternativi inizierà il 2 novembre davanti ai giudici della seconda sezione collegiale.

Infine, un altro imputato è stato giudicato con rito abbreviato.

Tags: bonus-edilizioperazione-easy-bonus
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