Avrebbero dato vita a una maxi truffa per spartire l’eredità di una signora benestante, chieste sette condanne

L’inchiesta risalente al febbraio del 2013, ha fatto luce sull’ingegnoso raggiro, messo in atto grazie alla presunta complicità di un notaio di origini campane.

La Procura presenta il conto ai sette imputati accusati di una maxi truffa ai danni di un’anziana e benestante signora di Nardò.

Il vpo d’udienza ha invocato pene variabili comprese tra i 9 mesi e i 4 anni di reclusione.

La sentenza è prevista per il prossimo 14 dicembre, dinanzi al giudice monocratico Bianca Todaro.

L’inchiesta risalente al febbraio del 2013, coordinata dal pubblico ministero Emilio Arnesano, ha fatto luce sulla “spartizione” di una maxi eredità (da cui sarebbe stato estromesso lunico fratello della signora rimasto in vita), grazie alla presunta complicità di un notaio di origini campane. Quest’ultimo avrebbe redatto il “falso” testamento, addirittura in una stanza dospedale, avvalendosi di un certificato medico che attestava come la signora novantenne fosse in grado di intendere e di volere.

Sul banco degli imputati sono finiti: il titolare ed un dipendente di un’agenzia funebre, il suddetto notaio, due testimoni (tra cui un libero professionista di Nardò e un uomo di Napoli), un medico in servizio presso l’ospedale di Galatina e un bancario. Sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Bonsegna, Aldo Manca, Enrico Chirivì che oggi in aula hanno invocato l’assoluzione dei propri assistiti .

Si sono costituiti parte civile, due nipoti e un fratello dell’anziana, attraverso l’avvocato Ezio Maria Tarantino.


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