Nardò accoglie il Ministero della Cultura, il progetto “Lettura Rigenerativa” prosegue verso il 2027

Sopralluogo della Scuola Nazionale del Patrimonio nelle città finaliste: Nardò si conferma polo d’eccellenza culturale e punta alla prossima candidatura.

La cultura non si ferma al titolo, ma diventa un percorso di crescita strutturato. Nei giorni scorsi, la città di Nardò ha ospitato una delegazione del Ministero della Cultura e della Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali. La visita rientra nel programma di consolidamento delle competenze progettuali dedicato alle città finaliste al titolo di Capitale Italiana del Libro 2026.

Nardò, che lo scorso ottobre era entrata nella prestigiosa “shortlist” insieme a Perugia, Tito, Carmagnola e la vincitrice Pistoia, ha dimostrato di possedere un ecosistema culturale solido e proiettato al futuro. L’obiettivo dell’iniziativa, promossa con il Centro per il libro e la lettura (Cepell), è quello di valorizzare il patrimonio di relazioni e competenze nato dai dossier di candidatura, superando la logica del vincitore unico.

Il dossier neretino, intitolato “Nardò Capitale della lettura rigenerativa: Territori, Comunità, Futuro”, ha messo in luce una visione innovativa. La lettura non è vista solo come atto individuale, ma come motore di rigenerazione territoriale. Tra i punti di forza del progetto: il Salento Book Festival, Crocevia per lo Ionio e La Neretina; la rinascita della Biblioteca Vergari e il sistema bibliotecario intercomunale Nardò-Conversano e un forte orientamento agli strumenti digitali e alle azioni diffuse sul territorio.

“È stata un’occasione preziosa per raccontare il lavoro che Nardò sta portando avanti per promuovere la cultura come strumento di coesione sociale,” ha dichiarato il consigliere delegato alla Cultura Francesco Plantera. “Questa esperienza ci proietta già, con determinazione, verso la candidatura a Capitale Italiana del Libro 2027.”

Il sopralluogo, coordinato da Plantera, ha toccato i principali attrattori culturali e naturalistici della città. La delegazione ha visitato il Parco di Porto Selvaggio e le marine; Masseria Torrenova, Masseria Brusca e residenze storiche del centro; il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, Acquario del Salento, Museo Diocesano, Museo della Preistoria e Museo della Civiltà Contadina; le mostre dedicate a Vittorio Bodini e Salvatore Napoli Leone; il Giardino Botanico e il Chiostro dei Carmelitani.

Il successo della visita è stato garantito dalla partecipazione attiva della Consulta della Cultura e dei firmatari del Patto locale per la lettura. Un vero lavoro corale che ha visto coinvolti professionisti, esperti e associazioni locali (da Valeria Dell’Atti a Marcello Gaballo, fino ai rappresentanti delle istituzioni religiose e museali), a dimostrazione di quanto la cultura a Nardò sia un patrimonio partecipato.

Il percorso ministeriale non si esaurisce con la visita. Per le città finaliste sono previste attività di networking e alta formazione, tra cui masterclass di scambio tra le città finaliste; corsi su fundraising e partenariati culturali e workshop per l’attuazione pratica delle idee contenute nei dossier.