L’impatto del caro benzina sulle famiglie

Combattere il caro benzina è possibile, ed è una questione di scelte. Informarsi bene e “programmare” i rifornimenti è il  modo migliore e più efficace

Il caro benzina è da tempo uno dei maggiori problemi delle famiglie italiane. Il petrolio cambia sempre prezzo, mentre le accise non accennano a diminuire. In più, è difficile scegliere una stazione di servizio e fare un confronto reale, soprattutto se capita che l’auto è a secco e si deve fare rifornimento immediatamente.

La soluzione è sempre agire in anticipo. Da cosa dipendono i prezzi della benzina e come fare a risparmiare per quanto possibile?

I prezzi della benzina: da cosa dipendono le accise?

Quando si parla di caro benzina, si parla sempre di accise. Cosa sono? Quando lo Stato deve affrontare una spesa urgente e non sa dove recuperare i soldi, crea una tassa (= accisa) sul prezzo della benzina. In Italia, le accise sono ben 17 e risalgono a decenni fa (alcune addirittura alle prime guerre coloniali).

Le accise si aggiungono e si tolgono per legge. A oggi, però, non ci sono leggi che hanno tolto le accise messe in passato. Non importa se il benzinaio fa un’offerta, se si usa una carta carburante, o se si cerca di fare un confronto sui prezzi. Si pagano le le accise sempre e comunque. Quali sono le accise più strane?

Le accise più “antiche” sono quelle sulla guerra in Etiopia, voluta da Mussolini nel 1935 e non ancora cancellata.

Alcune accise, invece, si riferiscono alle calamità naturali più gravi avvenute in Italia dagli anni Sessanta a oggi: Vajont, Firenze, Aquila, Irpinia, Friuli, Emilia, Belice.

Guerre e missioni speciali comportano spese che si pagano anche 30 anni dopo con le accise. Un esempio è la guerra del Libano, che gli italiani pagano dal 1983. Anche la missione nei Balcani, in Bosnia, nel 1996, è ancora sul registro paga delle accise.

Infine, quando nelle leggi finanziarie servono soldi, scatta l’accisa: succede per il decreto Salva Italia di Monti nel 2011 e nel 2012, con il finanziamento alla cultura. Era già successo nel 2004, per risolvere il problema delle assunzioni degli autoferrotranvieri.

Infine, gli italiani pagano le accise per coprire le spese dell’immigrazione e i postumi della precedente crisi libica (quella di Gheddafi).

Quali sono gli altri fattori che incidono sul prezzo

Per un’informazione corretta, dobbiamo dire che le accise sono la spesa più odiosa, ma non sono l’unico fattore che fa lievitare il costo del carburante. Infatti, un altro costo dal quale non si può scappare è l’Iva, che al momento di base è al 22%. Il caro benzina non dipende solo dall’aumento del prezzo del petrolio, ma anche dalle tasse. Infatti, le tasse in genere (accisa più Iva) possono arrivare anche al 66% del prezzo della benzina se si parla di normale greggio.

La tassazione è leggermente più bassa per il diesel (61%). Ancora più bassa, ma sempre vicina al 50%, per il GPL. Più fortunato chi è in possesso di un’auto a metano, che paga “solo” il 23% di tasse.

Un altro fattore a cui prestare attenzione è il prezzo del petrolio. Dipende dal mercato finanziario e dalla sua fluttuazione. Ogni giorno, il barile di greggio cambia prezzo e questo può essere più basso o più alto.

C’è proprio un’agenzia specializzata, la Platts, che definisce quotidianamente il prezzo del greggio (= Brent). Il prezzo è espresso in dollari, perché deve essere riconosciuto in tutto il mondo. Questo indice definisce il prezzo base, sul quale in Italia si applicano le tasse di cui si è parlato prima.

Scegliere la carta prepagata: vantaggi e perché è una scelta intelligente

Se si vuole davvero combattere l’impatto del caro benzina, una scelta intelligente è la carta prepagata. Le aziende la usano per gestire meglio le spese di trasporto (pieno camion, camioncini, ecc.). Per le aziende e per chi ha la partita Iva la fatturazione è quasi automatica. Si possono scalare velocemente le spese quando si fa la dichiarazione dei redditi. Come si usa una carta del genere in azienda?

  • Il proprietario cede la carta al dipendente per fare il pieno. La carta è già intestata al proprietario, con tutti i dati fiscali.
  • Chi ha la partita Iva e deve fare dei viaggi di lavoro deve portarla con se e usarla al momento giusto.

Usare l’auto solo quando serve e associarsi ai gestori

Le famiglie possono combattere il caro benzina sfruttando i premi fedeltà dei gestori convenzionati. Si chiede di associarsi a quella realtà (Q8, Eni, ecc.) e si presenta la carta al benzinaio che ha quel gestore.

Così, si ottengono offerte speciali e promozioni riservate. In una famiglia, si deve anche scegliere come usare meglio l’auto per evitare gli sprechi. Per andare al supermercato sotto casa, non conviene prendere l’auto e sprecare benzina.

Per uscire in famiglia, oppure semplicemente per passare un weekend fuori, si potrà scegliere in anticipo, sfruttando i siti Internet, dove conviene fare rifornimento e agire di conseguenza.

Combattere il caro benzina è possibile, ed è una questione di scelte. Informarsi bene e “programmare” i rifornimenti è il  modo migliore e più efficace per tagliare il costo del carburante.