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Caro bollette per le imprese, la Camera di Commercio di Lecce interviene con 500mila euro. Federaziende: ‘La politica faccia il suo’

by Redazione
5 Settembre 2022 19:45
in Economia
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Crisi energetica e caro bollette, due temi complessi per le famiglie e per le imprese del Salento. Inutile nasconderlo, i rincari dell’energia e le bollette insostenibili,  con la grande preoccupazione dell’imminente arrivo dell’inverno e i ricatti della Russia, rischiano di far saltare il sistema economico e sociale dell’Italia e del Mezzogiorno in particolare. Gli imprenditori rischiano di non essere più in grado di reggere l’onda d’urto dell’aumento dei prezzi dell’energia . Per questo, dando un grande gesto di apertura al sistema economico del territorio, nella giornata odierna la Giunta della Camera di Commercio di Lecce ha messo a disposizione degli imprenditori del Salento 500.000 euro per far fronte al rincaro delle bollette di energia elettrica.

A breve sarà pubblicato il bando grazie al quale le imprese del territorio potranno ricevere un bonus fino a 3.000 euro. E’ questa la mosalità d’azione attraverso cui la Camera di Commercio di Lecce vuole essere la casa degli imprenditori. E’ del tutto evidente, però, che le risorse stanziate e che saranno messe a disposizione degli imprenditori del Salento non sono sufficienti. Mario Vadrucci e tutti i componenti della Giunta Camerale chiedono che anche le altre istituzioni, a tutti i livelli, e la politica intera facciano la loro parte.

“Le imprese del Mezzogiorno finora hanno resistito eroicamente erodendo i propri margini – scrive in una nota Eleno Mazzotta, segretario nazionale di Federaziende e componente della Giunta Camerale della Cciaa di Lecce -. Tuttavia i rincari incontrollabili dei costi dell’ energia, del gas, del carburante, l’ennesima tempesta per essere chiari…, saranno il colpo di grazia. Non c’è più spazio per studiare alternative, non c’è più tempo d’aspettare. Devono essere presi subito i provvedimenti necessari: urge fermare la corsa dei prezzi di gas ed energia elettrica. Vanno sbloccate le pratiche ferme sui nuovi impianti di rinnovabili. Va sganciato il prezzo dell’elettricità da quello del gas. Perché il 60% dell’Elettricità non è prodotta da gas. Una quota della produzione nazionale da rinnovabili deve avere prezzi amministrati dallo Stato. Misure urgenti che non possono aspettare i ritmi della campagna elettorale e più in generale della politica”.

Parole dure quelle di Mazzotta che ricorda come in queste settimane sia già raddoppiato il ricorso alla cassa integrazione. Lo si apprende quotidianamente, ormai: sono sempre di più gli imprenditori costretti a lasciare, costretti a chiudere, costretti ad interrompere la produzione perché schiacciati dagli extracosti energetici. Come in un domino ‘maledetto’, poi, per ogni impresa che si ferma una filiera si indebolisce. E questo significa posti di lavoro in meno, povertà in aumento.

“Andiamo incontro a tempi drammatici e le imprese non possono restare sole – conclude Mazzotta-. Urge un intervento netto convinto e drastico del Governo, altrimenti salterà un intero sistema sociale nazionale che già comincia a sgretolarsi e se finora i rincari hanno colpito le imprese adesso la spinta inflattiva spingerà violentemente i prezzi al consumo. E’ in atto un terremoto economico. Se la Russia dovesse sospendere le forniture di gas avremmo un buco di 4 miliardi di metri cubi che resterebbe scoperto anche con gli stoccaggi nazionali al 90%”.

Tags: rincari
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