La ‘restanza’? Federaziende spiega come passare dalle parole ai fatti con ‘Resto al Sud 2.0’

Contrastare l’esodo dei giovani e creare nuove opportunità di lavoro: questi gli obiettivi di Resto al Sud 2.0, l’incentivo previsto dall’articolo 18 del Decreto Coesione appena entrato in vigore.

Si fa un gran parlare di ‘restanza‘ nei dibattiti a sfondo socio-economico che imperversano nel Meridione e nel Salento in particolare. Di fronte all’ abbandono dei nostri territori si chiede soprattutto ai giovani di non partire e di restare. Resistere e restare. Del resto, partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a muoversi (e migrare) corrisponde il diritto a rimanere in un posto, nel proprio posto, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati (anche se talvolta spaesati) in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente. Rigenerare significa però dare opportunità, strumenti per scegliere di rimanere. Un po’ come fa la misura ‘Resto al Sud 2.0‘,  un’occasione per il Mezzogiorno e per il Salento

Sì, contrastare l’esodo dei giovani e creare nuove opportunità di lavoro: questi gli obiettivi di Resto al Sud 2.0, l’incentivo previsto dall’articolo 18 del Decreto Coesione appena entrato in vigore.

Un’iniziativa che rappresenta un’importante occasione per il Mezzogiorno e per il Salento, territori che da troppo tempo soffrono di una drammatica emorragia di giovani talenti.

Cosa prevede Resto al Sud 2.0?

– Voucher e contributi a fondo perduto fino a 50.000 euro per la creazione di nuove imprese e attività libero-professionali da parte di giovani under 35.

– Finanziamento di servizi di formazione e accompagnamento per affiancare i beneficiari nella fase di avvio delle loro attività.

– Interventi di sostegno all’investimento per facilitare l’accesso al credito e l’acquisto di beni strumentali.

Come funziona Resto al Sud 2.0?

Possono beneficiare dell’incentivo i giovani che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree dell’Italia centrale colpite da eventi sismici. Le iniziative ammissibili devono essere avviate in forma individuale o collettiva e possono riguardare i più svariati settori economici.

Quali sono le agevolazioni previste?

Un voucher di avvio fino a 40.000 euro, utilizzabile per l’acquisto di beni, strumenti e servizi. L’importo sale a 50.000 euro per le attività innovative, tecnologiche, digitali, ecosostenibili o che favoriscono il risparmio energetico.

Un contributo a fondo perduto fino al 75% delle spese per l’avvio di attività con un programma di spesa fino a 120.000 euro. La percentuale di copertura scende al 70% per programmi di spesa tra i 120.000 e i 200.000 euro.
Resto al Sud 2.0 è, a tutti gli effetti, una speranza per il futuro.

Resto al Sud 2.0 rappresenta un’importante opportunità per invertire la rotta e creare un futuro migliore per il Mezzogiorno e per il Salento. Un’occasione da non perdere per tutti i giovani che desiderano mettersi in gioco e contribuire allo sviluppo del proprio territorio.

Info

Per maggiori informazioni su Resto al Sud 2.0 è possibile contattare gli uffici di Federaziende al numero 0832.606488 o all’indirizzo email [email protected].

Simona De Lumè, Presidente Nazionale Federaziende

Federaziende: al fianco dei giovani per il rilancio del Sud

Federaziende, Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese, dei lavoratori autonomi e dei pensionati, è da sempre al fianco delle pmi e dei professionisti italiani. Con le sue oltre 700 sedi su tutto il territorio nazionale, Federaziende offre assistenza e consulenza per aiutare i giovani a realizzare i loro sogni imprenditoriali.

Insomma, con il sostegno di Resto al Sud 2.0 e l’impegno di tutti i giovani, il Mezzogiorno e il Salento possono finalmente ripartire. E Federaziende vuole dare il suo contributo.

Il Segretario Generale di Federaziende, Eleno Mazzotta



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