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Il peso delle imprese in rosa nell”™economia salentina? Tende ad aumentare nel tempo

by Redazione
23 Agosto 2017 18:09
in Economia
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Il rapporto trasmesso dalla Camera di Commercio di Lecce mette la lente d’ingrandimento sull’imprenditoria femminile leccese alla data del 31 dicembre 2014. Sono 15.748 le imprese di donne e pesano per il 22% sull’intero tessuto imprenditoriale della provincia.

Quasi quattro imprese rosa su cinque hanno meno di quindici anni e una su tre meno di cinque. Le aziende guidate da donne iscritte al registro delle imprese nel periodo 2000-2009 sono 6.038 e incidono per il 22,8% sul complesso  delle aziende loro coetanee, mentre le 5.842 nate negli ultimi quattro anni vedono aumentare il loro peso al 26,3%.

L’incidenza delle imprenditrici sul tessuto produttivo, raggiunge punte più elevate rispetto alla media in alcuni settori nei quali si concentra la presenza di realtà in rosa, quali quelli dei servizi alla persona (44,4%), della sanità e assistenza sociale (37,5%) e dell’istruzione (28,6%) e ancora nella filiera  turistica (28,8%) e agroalimentare (27,8%) e nelle attività finanziarie e assicurative (28%).

In altri settori, prettamente a vocazione maschile, tale incidenza è molto al di sotto della media, come il settore dell’edilizia nel quale sono presenti appena 550 imprese guidate da donne (su 10.333) con un’incidenza di poco superiore al 5% e il settore estrattivo  appena 4 cave  (6,15%) su 65 presenti sul territorio provinciale.

A termine del 2014, però, la provincia salentina ha  chiuso il  2014 con un saldo di -7 imprese  un tasso di sviluppo pari a -0,04%, anche la provincia di   Taranto  registrato un saldo negativo:  -25 aziende e un tasso di crescita pari a – 0,21%. Le altre  province pugliesi  hanno chiuso positivamente  il bilancio della nati-mortalità delle imprese femminili: la provincia di Bari registra, in valore assoluto, il saldo più elevato con 99 imprese (+0,32%), segue Brindisi + 42 (0,52%) e Foggia  che aumenta il suo  tessuto imprenditoriale  di 12 aziende (+0,07%).

Riguardo alla veste giuridica adottata dalle imprese femminili, più del 72% è un’impresa individuale , contro il 67% della struttura imprenditoriale complessiva; le società di capitale  rappresentano il 16% (contro il 18% delle imprese totali),  le società di persone il 7% (contro l’11% del totale), solo le altre forme societarie  con il 4% hanno la medesima incidenza sia per le imprese femminili che per le imprese in generale.
 
Dato particolare emerge dal focus sui singoli comuni della provincia.
Anche per il 2014 si confermano i comuni del versante adriatico a vocazione turistica quelli con la più elevata incidenza di imprese gestite da donne:  Otranto con il 32,5% di imprese femminili, Santa Cesarea con il 31,4%  e Castro con il 28,1% preceduto però dal comune di Cannole con il 28,8%. Il comune di Castrì, invece, è quello in cui la presenza di imprese al femminile è più bassa appena il 15,8% preceduto da Surbo (16,6%) e Neviano (16,8%).

Analizzando i tassi di crescita delle imprese guidate da donne operanti nei 97 comuni salentini, le donne imprenditrici del piccolo comune di Botrugno hanno dimostrato una maggiore “vivacità” imprenditoriale:  5 imprese in più registrate al 31 dicembre  e un tasso di sviluppo del 14,29%, i comuni  di Scorrano, Morciano e Spongano hanno registrato  un tasso di crescita superiore al 10% e un saldo positivo, rispettivamente di 9, 8 e 6 imprese. Il peggior tasso di crescita, invece, è stato registrato dal comune di Surano  con – 12,8% preceduto da Alessano (-9,90%)  e Guagnano (-8,82%)

Con il giusto rapporto, va sottolineato che il Comune di Lecce è in pole position con un saldo di 85 imprese, seguito da Casarano con 10 imprese; il Comune di Nardò  registra in valore assoluto il peggior risultato con un saldo negativo di 27 imprese, preceduto dal Comune di Squinzano con -15 aziende.

Tags: donne-e-lavoro
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