Usa: l’attenzione, dopo le criptovalute, riguarda ora gli stablecoin

Si tratta di un sistema di valuta digitale che sta facendo registrare uno sviluppo particolarmente rapido nell’universo delle criptovalute.

Nel corso delle prossime settimane, le intenzioni dell’amministrazione Biden in riferimento alle valute digitali si sta delineando con sempre maggiore chiarezza. L’obiettivo finale, infatti, sembra essere decisamente quello di stabilire un quadro normativo molto più preciso e rigoroso. Secondo Gensler, che tra l’altro fa parte del gruppo di lavoro che si sta occupando di tale situazione, le criptovalute si possono equiparare alle fiches da poker che si trovano sul tavolo verde del casinò.

Un’altra decisione, dopo la scelta della Banca Centrale cinese di porre un divieto alle transazioni con le valute digitali, che condiziona anche tutti coloro che hanno intenzione di investire e stanno studiando come comprare criptovalute.

Dopo la Cina, anche gli Usa passano all’azione

Come è stato rivelato da parte del Wall Street Journal, gli americani stanno cercando di porre una serie di limitazione e di regolamentare in maniera decisamente più rigorosa rispetto al passato l’universo delle stablecoin. L’obiettivo, come si può facilmente intuire, è quello di preparare il terreno per una normazione molto più specifica delle valute digitali, che potrebbe sicuramente incidere e non poco sul futuro di tale settore.

Cosa sono le stablecoin? Si tratta di un sistema di valuta digitale che sta facendo registrare uno sviluppo particolarmente rapido nell’universo delle criptovalute. Il valore delle tre stablecoin di dimensioni maggiori, ovvero Circle’s USD Coin, Tether e Binasce USD, è arrivato a espandersi fino a raggiungere quota 110 miliardi di dollari, partendo da una base pari a soli 11 miliardi di dollari nel 2020.

Per il momento, gli stablecoin sono sfruttati in via principale da parte degli investitori per l’acquisto e la vendita di valute digitali su scambi come ad esempio Coinbase, che vanno a calcolare ed elaborare scambi praticamente h24 e sono stati realizzati con l’intento di mixare la stabilità delle monete nazionali, come ad esempio il dollaro, con il grado di commercializzazione veloce sul web, come ad esempio il Bitcoin.

Cosa si sta valutando negli Usa

Gli emittenti sono fermamente convinti di come gli stablecoin siano supportati da beni decisamente sicuri e affidabili come i Treasury. Per tale ragione, dovrebbe conservare un legame particolarmente vicino e stretto con il dollaro e si dovrebbero poter riscattare in maniera agevole e rapida in dollari. Una situazione che, però, non si andrebbe a coniugare molto bene con la situazione di altre valute digitali, come ad esempio Bitcoin, che non si di certo supportate da alcun tipo di bene e possono caratterizzarsi per oscillazioni anche molto importanti.

Già nel corso dei prossimi giorni, però, la Federal Reserve dovrebbe provvedere alla pubblicazione di un documento che, secondo quanto è stato rivelato da parte di alcuni funzionari, si può considerare come una sorta di progetto che riguarda il futuro del denaro e i cui effetti includono pure gli stablecoin.

Un documento che è particolarmente atteso anche da parte di tutti i vari funzionari dell’amministrazione a stelle e strisce. Come è stato riferito da parte del Wall Street Journal, infatti, i funzionari sono convinti che, nel caso in cui le monete virtuali inizino a farsi largo come vero e proprio sistema veloce di pagamento per consumatori, ma anche per le imprese, tutto questo non farebbe altro che portarli ad una vera e propria concorrenza con le banche.

Stante tutte queste preoccupazioni, è chiaro che si sta cercando di capire se possa servire a mettere dei paletti alle società che provvedono all’emissione di stablecoin, stabilendo una serie di requisiti in riferimento al capitale, ma anche alla liquidità che ricordano da molto vicino quei requisiti che vengono già chiesti al giorno d’oggi alle banche. Si sta valutando, a quanto pare, anche se inserire delle norme per regolamentarli alla stregua di fondi monetari.



In questo articolo: