Nell’immaginario collettivo, il gioco delle bocce viene spesso associato a una partita tra amici in spiaggia o a un passatempo tradizionalmente praticato nella terza età. La realtà odierna, tuttavia, racconta uno scenario ben diverso: una disciplina sportiva altamente organizzata, tecnica e in costante espansione.
Parliamo della Boccia Paralimpica, entrata nel programma dei Giochi per la prima volta a New York nel 1984 e oggi fenomeno internazionale. In Italia il movimento è in forte crescita: la F.I.B. (Federazione Italiana Bocce) conta circa 300 atleti tesserati (divisi in 5 categorie a seconda del grado di disabilità) su un totale di 2.300 atleti paralimpici distribuiti in 250 società. È proprio grazie a questo trend che l’Italia sta iniziando a imporsi contro federazioni storicamente più blasonate.
L’ultimo, straordinario capitolo di questa crescita è stato scritto in Asia Centrale.
L’impresa alla World Boccia Cup
Dal 1 al 9 giugno, la capitale del Kazakistan, Astana, ha ospitato la World Boccia Cup, un prestigioso appuntamento internazionale cruciale per accumulare punti ranking in vista delle Paralimpiadi di Los Angeles 2028.
La Nazionale italiana si è presentata per la categoria BC3 con gli atleti Michela Favini (assistita dall’operatore di rampa salentino Francesco Castrignanò) e Gabriele Zendron (assistito dall’operatore di rampa Adriano Zendron), impegnati sia nei tornei individuali che in quelli a coppia.
Se nelle sfide individuali la corsa di entrambi gli azzurri si è fermata ai quarti di finale, è nel torneo a coppie che il team italiano ha firmato un vero e proprio capolavoro sportivo, conquistando una storica medaglia d’argento, la prima in assoluto per l’Italia in una World Boccia Cup.
Il cammino verso il podio è stato impeccabile e travolgente. Dopo aver brillantemente superato la fase a gironi battendo i padroni di casa del Kazakistan, la Corea del Sud e l’Arabia Saudita, i nostri azzurri hanno affrontato in semifinale il temuto Singapore, superandolo con un netto e schiacciante 7 a 0. La splendida cavalcata si è fermata solo in finale contro la Francia: un match estremamente equilibrato, terminato 7 a 5 per i transalpini, che già nel girone eliminatorio avevano piegato l’Italia solo al tie-break.
Orgoglio Salentino: la favola di Michela e Francesco
Dietro questo successo c’è anche una bellissima storia personale e un forte orgoglio locale. Nel team azzurro brilla infatti il nome di Francesco Castrignanò, originario di Campi Salentina, nel ruolo fondamentale di operatore di rampa dell’atleta milanese Michela Favini, di Paullo.
Michela e Francesco non condividono solo il campo della Nazionale, ma fanno coppia anche nella vita. La loro è una scalata record: hanno intrapreso l’attività agonistica appena a gennaio 2025. In poco più di un anno, unendo un talento cristallino a enormi sacrifici quotidiani, hanno bruciato le tappe conquistando un podio mondiale che andava ben oltre la più ottimistica delle previsioni.
A Michela, Francesco, Gabriele e Adriano vanno i più sentiti complimenti, con l’augurio che questo argento sia solo il primo di una lunga serie di traguardi con la maglia della Nazionale sulla strada che porta a Los Angeles.
Ph. Filippo Testini






