Mobilità, 107 infermieri in attesa di trasferimento: Asl Lecce attende la delibera

La Asl di Lecce non riesce ad ‘incassare’ 107 infermieri. Manca il nulla osta delle Asl dove prestano servizio. Il collegio Ipasvi chiede un incontro ad Emiliano. Il personale dell’azienda sanitaria assicura che a breve tutto verrà definito con una delibera regionale.

La mobilità infra-regionale appare nel caos. Al centro del blocco dei trasferimenti, il disagio e la rabbia degli infermieri che hanno già ricevuto il telegramma della Asl di Lecce circa la propria disponibilità. Molti, però, continuano da anni a fare i pendolari fra Lecce e la sede di lavoro fuori provincia o regione. Stando a quanto segnalatoci in una nota dall’associazione ‘Salute Salento’ nel complesso sarebbero 107 gli infermieri ai quali da più di 3 mesi la Asl di Lecce ha dato la disponibilità al trasferimento. Ma le aziende sanitarie “cedenti” non li lasciano andare perché vogliono rassicurazioni dalla regione che possano essere rimpiazzati da altri a tempo determinato.

«Su 300 infermieri in graduatoria – spiega in una lettera inviata il 6 novembre al governatore Michele Emiliano, il presidente del Collegio infermieri IPASVI, Marcello Antonazzo, a tutt’oggi pochi sono stati gli infermieri (pressappoco 120) che sono riusciti ad avere il nulla osta dalla azienda di appartenenza».  E se non bastasse, le procedure di mobilità sono state sospese nel periodo estivo, per non creare disagi ai turisti. Il che ha complicato la situazione. «Siamo convinti – aggiunge Antonazzo – che se non si interviene risolutamente sul problema del disagio in cui versano gli infermieri interessati potranno esserci delle ripercussioni negative e gravi per il nostro territorio».

Alla regione si vuole evitare che il via vai di infermieri in mobilità infra-regionale possa creare scompensi. Entro il prossimo mese di gennaio, del resto, ogni Asl dovrà inviare i nominativi degli interessati agli uffici competenti. Qui verranno fatte delle somme “algebriche”, per tenere conto di quanti ne perde una Asl e di quanti ne incassa. 

«La condizione principe però – spiega il capo del personale della Asl di Lecce, Domenico Morelli – è che, man mano che arrivano a Lecce i trasferiti, dovranno cessare i rapporti di lavoro degli infermieri a tempo determinato che li sostituivano». «Presto – assicura Morelli – ci sarà una delibera di giunta regionale che formalizzerà queste direttive».  



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