Squinzano, Scu e politica. Fernanda Metrangolo si dimette dall’incarico

Stando ad alcune voci, il Presidente del Consiglio comunale di Squinzano, Fernanda Metrangolo, finita nel registro degli indagati nell’operazione Vortice-Dejà vu, si sarebbe dimessa dall’incarico. L’esponente di FI dovrà difendersi dall’accusa di corruzione

Non poteva rimanere certo senza strascichi a Squinzano l’operazione «Vortice- Deja vu» che, nei giorni scorsi, ha fatto tremare non solo la criminalità organizzata, con l’arresto di 26 persone (21 per l’esattezza essendo al momento 5 “irreperibili”),considerate esponenti di spicco della nuova Sacra Corona Unita, ma anche la politica locale. Tra i 52 nomi iscritti nel registro degli indagati, tre hanno ricoperto in passato o ricoprono tuttora incarichi pubblici. Si tratta dell’ex sindaco, Gianni Marra, che il giorno stesso del blitz aveva indetto una conferenza stampa per difendersi dalle accuse che gli erano state mosse; del comandante della polizia municipale, Antonio Schito, e dell’attuale presidente del Consiglio comunale, Fernanda Metrangolo, madre di Carlo Marulli, finito in manette nel corso dell’operazione e  –a  detta degli inquirenti –  particolarmente vicino al clan Pellegrino che lo avrebbe voluto alla guida della locale squadra di calcio di cui molto probabilmente erano proprietari, squadra, come dichiarato dallo stesso procuratore Motta in conferenza «utilizzata per ottenere il consenso dei cittadini», per inculcare tra la gente l’idea che se tutto va bene è merito della Scu. Non solo, sempre stando a quanto emerso dalle indagini, Marulli avrebbe fatto “il bello e il cattivo tempo” sulle attività dell’amministrazione comunale rendendo più che concreto il “forte rischio di condizionamento”.
 
Oggi, stando ad alcune voci sempre più insistenti, pare che l’ex assessore provinciale, Fernanda Metrangolo abbia deciso di dimettersi. Al momento non c’è nessuna conferma ufficiale, ma già nei giorni scorsi, da più parti, era stato chiesto all’esponente di Forza Italia di dare un ‘segnale’ forte sebbene abbia sempre respinto ogni accusa.
 
«Se Marra e Metrangolo non faranno un passo indietro, sarò io a lasciare la guida dell’amministrazione: non voglio che Squinzano sia sciolta per infiltrazioni mafiose, dal momento che la mia amministrazione non c’entra nulla in questa vicenda» aveva dichiarato il primo cittadino  Mino Miccoli che, va precisato, è assolutamente estraneo al terremoto che ha colpito la sua cittadina.
 
La Metrangolo, difesa dall’avvocato Francesca Conte, si è detta fiduciosa nella giustizia e ha confermato di voler essere sentita al più presto dai magistrati che coordinano le indagini.



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