“Questa conferenza l’avrei voluta fare nel giugno del 2028 alla scadenza naturale del contratto, ma siamo stati costretti ad anticiparla in considerazione del fatto che al termine di un percorso straordinario di sei anni colmo di successi sportivi ed economici trascorsi insieme, legittimamente il Direttore ha chiesto una pausa, ha cercato insieme ai soci di convincerlo a rimanere, da presidente non mi fa piacere questa decisione, ma da amico di Pantaleo, non posso che non rispettarla. In questi anni abbiamo fatto tutto insieme e penso sia legittimo condividere anche questo passo nello stesso modo. Quando qualche anno fa gli ho chiesto di sposare il nostro progetto, ero convinto che avremmo raccolto frutti e il tempo mi ha dato ragione e sono contento che a livello nazionale gli siano stati tributati i dovuti onori. L’unico motivo di questa scelta è solo ed esclusivamente la stanchezza e non quegli eventi mediatici degli ultimi giorni che per lui si sono conclusi con il nulla cosmico”, con queste parole il Presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani ha dato inizio alla conferenza stampa con la quale il Responsabile dell’Area Tecnica giallorossa Pantaleo Corvino ha annunciato un periodo di pausa dall’attività.
“Non è facile essere qui oggi, davanti a tutti e spiegare quello che è il motivo di questa scelta, capitemi se non sarò lucido o all’altezza del momento, ma 13 anni sono una lunga storia d’amore che non si può raccontare in pochi minuti”, ha invece dichiarato l’ex, da oggi, uomo del mercato salentino.
Riguardo all’inchiesta, la considero un incidente di percorso, ma ciò che mi ha ferito è il fatto che ne a me, né a mio figlio, sia stato chiesto alcunché. Con il procuratore Ramadani ho avuto mediazioni a procure quando era alla Fiorentina: per Jovetic, pagato 8 milioni e venduto a 31, poi Liajic pagato sei e venduto 15; Milenkovic e Vlaovic pagati in totale 5 milioni e venduti a 90, ho speso circa 25 milioni e incassato 195. A Lecce le trattive hanno riguardato Falcone pagat 2,8; Berisha pagato 180mila euro; Stulic 5,5 milioni; Pongracic pagato 1,5 e venduto 15. Mio figlio voleva fare il calciatore, ma dopo averlo visto giocare gli ho detto di lasciare perdere, così come quando voleva fare l’arbitro; ha deciso di fare il procuratore quando non c’era conflitto di interesse. A me è riuscito di realizzare i miei sogni e questi devono essere coltivati, difesi e fare di tutto di raggiungerli, tra cui rialzarsi quando si cade e non esaltarsi quando le cose vanno bene e a mio figlio non potevo negare di realizzare il suo.
Ho deciso di fare un passo indietro perché ho realizzato tanto, mi rendo conto di essere divisivo, ma sono un aziendalista e devo perseguire gli interessi della società. Il momento che più mi è piaciuto è quando i tifosi che mi contestavano, sono stati zittiti dal resto del pubblico.
Ho accettato la sfida di venire a Lecce, ma ho spiegato al presidente che pur essendo adesso un club in salute, non ho più le forze e le energie per proseguire e non voglio tradire né la società e tantomeno i tifosi. Lascio a Lecce 11 anni di Serie A, oltre a tanti titoli vinti nel Settore Giovanili. Sono stati sei anni straordinari, abbiamo tutelato e protetto il nostro territorio e mi auguro di aver ricambiato la fiducia del sodalizio.
Dopo la morte di Davide Astori, ho subito un’altra perdita importante, quella di Graziano Fiorita, che ho portato io nel Settore Giovanile e l’anno prima che andassi via, lo promossi in prima squadra.
Quella di Eusebio Di Francesco è stata una sfida, lo volevo anche quando ero alla Fiorentina, ma scelse la Roma. Mi dispiace che non abbia potuto salutare lui e il suo staff.







