27 Gennaio. Ogni anno il giorno per non dimenticare

Ancora un altro anno si aggiunge al ricordo straziante dello sterminio più grande della storia. Per non dimenticare, per rendere consapevoli. Lecce si interroga con conferenze,mostre,reading letterari e rassegne dedicate ai giovani.

Tutta l’umanità,presente e passata, si ritrova ogni anno al cospetto di questo giorno storico,di memoria e di dolore. Un giorno per potersi interrogare essendo critici e veritieri su quanto di umano ci possa essere stato negli anni della Guerra.

Dolore. Dolore incancellabile riservato alla mente delle persone ferite,offese e morte;di chi ha sofferto per loro e di tutti noi che portiamo addosso la vergogna inenarrabile della morte dell’anima.
Anima senza pietà quella che ha iniziato il percorso verso lo sterminio di un popolo intero, "colpevole" – secondo il regime Nazista – di essere etichettato diverso e inferiore,non puro.

E’ importante questo giorno,non solo per quello che ricorda,ma perché ci permette di  pensare in funzione di una cultura dell'amore, contro ogni forma di intolleranza razziale.
Una storia che viviamo costantemente quella della Shoah,perché ogni giorno c’è qualcuno che chiamiamo "diverso".

Come ogni anno ed ogni città, anche Lecce organizza un’intera carrellata di eventi  dedicati alla memoria,infatti al Must alle ore 09:00 di questa mattina hanno  avuto inizio rassegne,reading letterari,conferenze ed una mostra fotografica presentata dai docenti dell’Università del Salento Furio Biagini e Giuliana Iurlaro.

Alle ore 11:00, il Prefetto Giuliana Perrotta  ha consegnato alla presenza delle Autorità civili e militari della provincia, una medaglia d’onore al figlio di un concittadino, il militare Raffaele Parente, conferita dalla Presidenza della Repubblica ai deportati o internati nei lager nazisti, destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale.
Tra le altre iniziative,Lecce organizza come ogni anno il viaggio nei luoghi dell’orrore.

Il treno della memoria” un viaggio che cambia la visione delle cose in un posto rimasto intatto e con lo stesso odore. L’odore che ha segnato gli anni più bui per la storia dell’umanità.



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