​Il paesaggio salentino divorato dal cemento. L’allarme dagli agronomi di Lecce

Quasi 40.000 ettari consumati a danno della campagna in provincia di Lecce. Il presidente degli agronomi, Rosario Centonze, presenta numeri inquietanti. Un quarto del territorio è cementificato.

Un allarme che preoccupa quello lanciato dagli agronomi di Lecce che parlano di 40mila ettari «mangiati» dal cemento in provincia di Lecce. Per la precisione, sono 39.441 gli ettari consumati a scapito del paesaggio.
 
A lanciare l'allarme è Rosario Centonze, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Lecce, sulla base di uno studio realizzato dall'Osservatorio economico, curato da Davide Stasi, che ha elaborato i dati sul consumo di suolo nel Salento e stilato una graduatoria dei Comuni meno attenti alla pianificazione e tutela del territorio.
 
Ai primi posti della classifica, in termini percentuali, si collocano Aradeo, Taviano, Castro, Racale, Melpignano, San Cesario, Sogliano Cavour e Melissano.
 
«Oltre alla perdita di campi e terreni coltivabili – spiega Centonze – si sottovalutano i costi, non tanto occulti, della cementificazione. Si stima, infatti, una spesa media che può arrivare anche a 55mila euro all'anno per ogni ettaro consumato. Spesa che «lievita» a seconda del servizio eco-sistemico che il suolo non può più garantire a causa della trasformazione subita. Basti pensare – aggiunge il presidente – alla minore produzione agricola, ai danni provocati dalla mancata infiltrazione dell'acqua, alla riduzione della biodiversità.
 
Maglia nera anche per Tuglie con il 24 per cento, Castrignano del Capo (23), Corsano, Porto Cesareo e Surbo (22), Cursi, Tiggiano, Taurisano, Maglie e Gagliano (21), Monteroni, Morciano, Surano, Miggiano, Gallipoli e Casarano (20).
 
Tutti sono sopra la media provinciale che si ferma al 14 per cento (39.441 ettari su 236.452) e la media regionale ancora più bassa, appena l'8 per cento (157.750 ettari su 1.777.548).
 
La città di Lecce ha «eroso» il 14 per cento (3.381 ettari su 20.163). Al di sotto del 10 per cento di suolo consumato, figurano solo 13 Comuni (Cannole, Carpignano, Castrì, Cutrofiano, Giuggianello, Guagnano, Melendugno, Otranto, Salice, Scorrano, Supersano e Vernole).
 
Come se non bastasse, conclude il presidente dell’ordine degli agronomi di Lecce, ad un aumento di 20 ettari per chilometro quadrato di suolo consumato corrisponde un aumento di 0,6 gradi della temperatura, con tutto quel che ne consegue per la regolazione del microclima urbano.
 
Ce ne è a sufficienza insomma per immaginare una strategia congiunta per impedire che la campagna salentina nei prossimi anni diventi solo un vecchio ricordo.



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