​’Leuca è pronta ad accogliere Teknè’. Attilio Caputo sposa la causa del progetto che portò Siza e Holl nel Salento

Il noto imprenditore alberghiero torna sul tema sollevato da Leccenews24.it in merito al premio in contestualizzazione urbana e candida Leuca come sede naturale della manifestazione.

Il progetto Teknè non può morire! Mi sembra davvero assurdo che un’iniziativa culturale che ha portato sul territorio architetti di fama mondiale del calibro di Alvaro Siza e Steven Holl, debba chiudere i battenti o, peggio ancora, ammainare le vele.
 
Da imprenditore che opera da anni nel settore dell’accoglienza turistica, ho sempre guardato con grande attenzione a quell’idea sulla contestualizzazione urbana che, nata in terra grìka, acquisiva via via un respiro internazionale.
 
Non mi interessano le motivazioni per le quali dopo dieci anni il Premio non si svolga, ma  una cosa è certa: Teknè ha acceso un faro sulla buona contestualizzazione urbanistica nel nostro territorio e questo merito, che è un grande merito, non lo può disconoscere nessuno. I meriti delle bellezze naturalistiche che impreziosiscono il Salento non sono dell’uomo, ma della Divina Provvidenza che con questo lembo di terra è stata particolarmente generosa.
 
Ma la conservazione del patrimonio artistico, la sua fruizione, la sua trasmissione alle generazioni future in un contesto in cui l’esistente deve essere armonizzato con gli input che il futuro trasmette ai nostri territori, sono tutte cose che attengono alle nostre capacità di immaginare nuove prospettive per ripensare l’esistente in chiave di sostenibilità, bellezza e progresso. Dobbiamo avvertire questa esigenza non solo e non tanto come operatori economici, sociali e culturali del Salento, ma come cittadini.
 
È impensabile che la macchina di Teknè non si rimetta in moto e per questo do, sin da ora, la mia disponibilità a incontrare la segreteria organizzativa del Premio per discutere nei dettagli sui passi che dovranno essere compiuti per dare vita all’11ma edizione. Leuca e il suo territorio si candidano ad accoglierlo.
 
L'editoriale di Attilio Caputo, general manager di Caroli Hotels



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