​Terremoto, la protezione civile leccese è pronta a partire. Guido ‘ci sarò anche io per dare una mano’

Si attende soltanto il via della Regione Puglia e poi Volontari e mezzi della Protezione Civile leccese sono pronti a partire per aiutare le persone che hanno perso tutto nel terremoto che ha devastato il centro Italia.

«Il numero delle vittime potrebbe superare quello dell’Aquila». È questo l’amaro bilancio della tragedia che ha colpito il centro Italia, parole quelle di Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione Civile, che fanno piangere il cuore. Al momento sono 250 le persone che hanno trovato la morte sotto le macerie. Di Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto non è rimasto quasi nulla. Interi paesi sono stati rasi al suolo, alcuni borghi sono andati distrutti. Cercare tra le rovine i dispersi e trovare un posto a chi ha perso tutto, sono le priorità, insieme a quella di dare un volto a chi ha perso la vita. 
  
Volontari e mezzi della Protezione Civile leccese sono pronti a partire per portare il loro contributo sui luoghi del disastro sismico. È l’assessore comunale al ramo, Andrea Guido, a darne notizia. Si attende soltanto il via libera da parte della Regione Puglia.
  
«Da Bari, per ora, si sono mosse solo 2 squadre specializzate per il recupero dei dispersi – fa sapere Guido –  ma nel caso in cui si decida di far partire la Colonna Mobile Regionale i nostri operativi comunali e le associazioni che collaborano con il mio assessorato sono pronte a unirsi ai soccorsi. Fosse stato per noi saremmo già partiti alla volta dei centri più disastrati, ma occorre attendere le indicazioni e rispettare il coordinamento nazionale». Insomma, la colonna mobile regionale, struttura di pronto impiego composta da tutte le associazioni che hanno compiti di volontariato di protezione civile, si potrebbe muovere da un momento all’altro. Quello che conta è farsi trovare pronti con uomini e mezzi continua Guido che ha deciso di prendere parte in prima persona alle operazioni.
  
In momenti come questo, c’è davvero bisogno di una mano da parte di tutti.
  
«La scienza che segue i terremoti è ancora troppo giovane per poter fare delle previsioni affidabili – continua l’assessore – ma una speranza di prevedibilità per poter dare l'allarme in anticipo potrebbe arrivare dai satelliti. Ma per avere la prima vera e propria rete di strumenti dedicata allo studio dei terremoti occorrerà attendere ancora un anno. La China National Space Administration (Cnsa), la China Earthquake Administration (Cea), l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) stanno mettendo a punto un progetto che prenderà il via ad agosto 2017 con il lancio di un primo satellite a cui ne seguirà un altro nel 2019. Spendiamo tantissimi soldi per la ricerca e sappiamo già da tempo quali sono le aree più a rischio. Forse, con questo progetto – conclude – si potrà arrivare una soluzione definitiva del problema e si potranno scongiurare in futuro tragedie come questa».
 



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