A Marina di Pescoluse c’è la torretta, ma manca il bagnino. I turisti si lamentano

Come segnalato da alcuni turisti in vacanza nel Salento, a Marina di Pescoluse c’è una torretta, due ragazzi della protezione civile, ma non un servizio di ‘salvataggio’. Un’emergenza secondo lo Sportello dei Diritti comune a molte località balneari che va risolta immediatamente.

Se in una terra, il turismo ruota intorno alla spiaggia e al mare significa che ha tra le mani una risorsa di inestimabile valore, da tutelare e promuovere. La Puglia in generale, e soprattutto il Salento, in questo settore può dettare legge.  Anche quest’anno, infatti, la nostra regione è stata incoronata la regina tra le mete italiane, . Il dato, a dir poco incoraggiante, di Confesercenti-Swg non fa altro che confermare le previsioni: sarà boom di presenze con tutto ciò che il flusso di vacanzieri porta all’industria del turismo locale. Insomma, la Puglia si conferma al primo posto come destinazione scelta per trascorrere le ferie o semplicemente qualche giorno di relax da 32milioni di italiani. Ma non c’è turismo senza un adeguato sistema sanitario, senza decoro o pulizia, senza un adeguato  rete di trasporti, senza sicurezza…soprattutto sulle spiagge. Perché la bellezza, da sola, non può bastare.
 
Proprio per questo la segnalazione che alcuni turisti hanno fatto allo Sportello dei Diritti fa riflettere, e non poco. La location è la bellissima Marina di Pescoluse, un luogo a pochi passi da Salve, che non ha bisogno di tante presentazioni. Celebre per la sua sabbia bianca, per le sue dune, per il suo mare cristallino tanto da essere insignita di premi e riconoscimenti, è finita sotto i riflettori per un altro episodio.  
 
Il problema è sempre lo stesso, anno dopo anno: «la spiaggia – si legge nella nota a firma di Giovanni D’Agata che riporta il racconto dell’attento villeggiante che da anni ritorna qui in vacanza per godere in tranquillità, ma che vorrebbe farlo anche in sicurezza – forse potrebbe essere meglio gestita, nel senso che pur essendo libera, è completo appannaggio di lidi che offrono, dietro pagamento, solamente sdraio ed ombrelloni, senza nessun servizio in cambio». Ma quello che non può sfuggire è che sulla spiaggia, almeno nel tratto indicato dal viaggiatore, esiste una torretta, che dovrebbe essere una postazione di "salvataggio". Dovrebbe, appunto perché «ci sono due ragazzi in maglietta rosa con la scritta "protezione civile" che dispongono di bandiere (bianco, gialla e rossa), di un binocolo e di un telefonino. Quando vedono avvicinarsi qualche natante a motore troppo vicino alla riva, usano il fischietto, agitano la bandierina rossa. Ma di più non possono. E non sempre il natante ubbidisce ai loro segnali. Spesso chiamano la Capitaneria di porto che però o non arriva o arriva con ore di ritardo. Per di più quei ragazzi non dispongono di un barchino di emergenza col quale scendere in acqua ed aiutare qualcuno in difficoltà. Mi chiedo allora: quale è il loro compito? Visto che di salvataggio non si può parlare e di protezione nemmeno?».
 
Siamo nella Marina di Pescoluse, ma potremmo trovarci in gran parte delle località costiere già affollate in questo primo scorcio dell'estate del Salento come in molte altre province rivierasche italiane.
 
La denuncia riportata integralmente per far comprendere cosa accade sulle nostre coste rappresenta un vero e proprio problema di sicurezza e come sottolinea il presidente D'Agata, è comune a gran parte delle spiagge pubbliche dell'intero territorio nazionale. Una preoccupazione che è bene rimarcare sino a stancarsi, perché i fatti di cronaca come quello recentissimo della bambina deceduta per colpa dell'elica di un motore, sono frutto anche della trascuratezza in materia di vigilanza del territorio.
 
L'invito è quindi rivolto ai comuni rivieraschi e alle Capitanerie di Porto affinché siano aumentati urgentemente i presidi sul territorio che possano garantire la possibilità d'immediato e concreto intervento a tutela dei bagnanti.



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