A Porto Cesareo arriva la rete fognaria: ‘Dopo anni di attesa finalmente ci siamo’, commenta il sindaco

Dal 1975 il comune di Porto Cesareo è diventato indipendente dalle competenze di Nardò e oggi finalmente si dota di una infrastruttura essenziale per i suoi cittadini. Il valore del primo lotto, assegnato alla ditta ‘Bieffe’ è di circa 10 milioni.

Ci sono voluti tanti anni, ma finalmente una delle opere più attese da parte di una consistente parte del territorio salentino sta per avere luce. Stiamo parlando della rete fognaria nel commune di Porto Cesareo che, dopo essersi staccato dale competenze amministrative di Nardò nel 1975, può ora dotarsi di una infrastruttura essenziale per i suoi circa 6mila abitanti. I lavori avranno inizio la prossima settimana e tanta è la soddisfazione racchiusa nelle parole del sindaco Salvatore Albano.
 
L’esecuzione è stata affidata all’impresa ‘Bieffe Costruzioni’, vincitrice del bando dell’Aquedotto Pugliese: si inizierà dalla penisola Cesarea per poi portarsi alle zone di ‘Poggio’ e ‘La Strea’, fino al depuratore locale. Il valore degli appalti si aggira attorno ai dieci milioni di euro, il secondo lotto invece prevede un intervento da 6 milioni di euro. Il progetto, in questo secondo caso, riguarda il depuratore e l’allacciamento alla rete fognaria di Nardò, è alla fase esecutiva e si procederà quindi alla pubblicazione del bando di gara per l’aggiudicazione dei lavori. ‘Altri 2 milioni di euro serviranno ad un eventuale futuro potenziamento del depuratore – spiega il primo cittadino Albano – per un totale quindi di 18 milioni di euro stanziati per il comune di Porto Cesareo. Siamo tutti contenti per il risultato raggiunto. Procediamo a piccoli passi, ma penso che oramai la strada da seguire sia chiara a tutti’.
 
Grazie al Protocollo d’Intesa tra la Regione Puglia e Nardò, per l comune neretino sarà possibile non solo allungare la condotta sottomarina, ma anche portare la rete fognaria nelle marine e nei territori limitrofi passando attraverso la strada 274 che collega Nardò ad Avetrana.



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