‘Abbattere gli ulivi è l’unico modo per salvarli’. Countdown per il Silletti bis

Con le prime notifiche può ufficialmente iniziare il conto alla rovescia. Piano piano poco più di 3mila alberi di ulivo saranno abbattuti: duemila in provincia di Brindisi, mille nella zona cuscinetto. Silletti ai proprietari ‘non costringeteci ad agire con la forza’.

«Abbattere gli ulivi è l’unica maniera per salvarli».  Non solo, bisogna agire subito per evitare che la Xylella fastidiosa, il batterio killer che ha già condannato a morte centinaia e centinaia di ulivi simbolo del Salento continui la sua devastante corsa come dimostrano i nuovi focolai ‘scoperti’ nelle campagne tra Torchiarolo, San Pancrazio Salentino e Cellino San Marco. Il ‘Silletti bis’, come è ormai noto, prevede l’abbattimento di circa 3mila piante: duemila nel brindisino dove saranno eradicati anche gli alberi nel raggio di 100 metri da quelli infetti e mille nella cosiddetta ‘zona di contenimento’, a nord di Lecce. Insomma, tagliare oggi, senza pietà per evitare che domani gli alberi da abbattere diventino molti di più.  
 
La paura di perdere tutto, il terrore del contagio, gli indennizzi promessi che oscillano da 98 a 146 euro per ogni pianta eradicata, fino ad un massimo di 15.000 euro ad azienda, sta convincendo i proprietari dei terreni interessati ad accettare quella che sembra l’unica soluzione per evitare una strage. Una volta messa in calce la firma sui decreti di abbattimento che gli uomini della forestale stanno notificando, secondo la procedura descritta nelle 35 pagine del nuovo piano del commissario straordinario per l’emergenza gli agricoltori avranno dieci giorni di tempo per provvedere da soli all’abbattimento. Effettuato l’intervento, redatto un verbale di constatazione, l’ufficio avvierà i controlli attraverso i 70 agenti che, divisi in 25 pattuglie, accerteranno la corrispondenza dei tagli con i decreti. Solo allora verrà liquidato l’indennizzo.
 
Del resto, uno degli elementi di novità della misura presentata nei giorni scorsi è rappresentato proprio dalla “collaborazione” volontaria richiesta agli olivicoltori.  In caso contrario, come annunciato dallo stesso Generale «agiremo d’imperio e senza alcun risarcimento». Insomma, l’avvertimento è chiaro «non costringeteci a ricorrere a strumenti militarizzati»



In questo articolo: