Allarme periferie a Lecce: Siculella (Mind) denuncia lo stato di abbandono e la piaga dell’eroina nella Zona 167

Il Presidente di “Menti Indipendenti” lancia un appello dopo un sopralluogo al Parco Melissa Bassi: “Scenario inquietante, servono bonifiche immediate”.

Le periferie leccesi tornano a gridare aiuto, e questa volta l’allarme non riguarda solo il degrado urbano, ma una vera e propria emergenza sanitaria e sociale. A farsi portavoce del malessere dei residenti è Alberto Siculella, Presidente del movimento Mind (Menti Indipendenti), a seguito di un accurato sopralluogo effettuato nella Zona 167 di Lecce, e in particolare all’interno del Parco Melissa Bassi.
​Le testimonianze raccolte e la documentazione visiva scovata sul posto dipingono un quadro drammatico, ben lontano dalle promesse di riqualificazione sbandierate negli anni.

Trappole a cielo aperto e “stanchezza” dei cittadini

Che il Parco Melissa Bassi non godesse di ottima salute era un dato noto, ma l’esito delle verifiche sul campo ha superato le peggiori aspettative, svelando rischi concreti per l’incolumità e la salute pubblica.


​”Cittadini esasperati e preoccupati, oltre che traditi da promesse disattese da anni, mi hanno mostrato uno scenario inquietante: chiodi arrugginiti esposti, travi e pali divelti, tombini e pozzetti aperti”, dichiara duramente Siculella.
​Il parco, che dovrebbe essere un punto di aggregazione per famiglie e bambini, si è trasformato in un percorso a ostacoli disseminato di insidie pericolose.

​Il ritorno dell’eroina: scoperte vere e proprie “sale del buco”

Il dettaglio più inquietante dell’ispezione di Mind emerge però dalle aree dismesse e mai valorizzate della zona. All’interno di queste strutture abbandonate, Siculella e i residenti hanno scoperto vere e proprie sale adibite al consumo di eroina.
​I resti del passaggio di tossicodipendenti sono evidenti e massicci: siringhe usate, lacci emostatici e kit completi per l’autosomministrazione e il dosaggio delle sostanze stupefacenti. Un ritorno al passato, agli anni più bui della piaga della droga, che si consuma nel silenzio delle periferie leccesi.

L’esposto a Comune e Prefettura

Di fronte a questa emergenza igienico-sanitaria e di sicurezza, il movimento Mind non è rimasto a guardare. È stato infatti ufficialmente inviato un esposto al Comune di Lecce e alla Prefettura per chiedere un intervento strutturato e tempestivo.

L’obiettivo prioritario è duplice:

Bonificare l’intera area per eliminare i rifiuti speciali e i pericoli strutturali.
Interdire l’accesso alle stanze della droga e alle cosiddette “zone d’ombra” per impedire che il fenomeno continui a proliferare indisturbato.

La proposta di Mind: rigenerazione urbana e gestione sociale

​Il timore principale di Alberto Siculella è che la Zona 167 sia solo la punta dell’iceberg di un problema molto più esteso nella città di Lecce. Per questo motivo, il Presidente di Mind assicura che i riflettori rimarranno accesi anche su altri quartieri a rischio.
​Non ci si limita, però, alla sola denuncia. Il movimento traccia anche la strada per una soluzione a lungo termine che vada oltre il semplice assistenzialismo o la recinzione dei siti sensibili:
​- Affidamento continuativo: gestione delle aree verdi e delle strutture dismesse ad associazioni locali, cooperative e soggetti privati.
​- Inclusione e lavoro: creazione di nuovi posti di lavoro attraverso la cura del territorio.
​- Riscatto sociale: trasformazione dei luoghi di disperazione in centri di aggregazione viva, realizzando una reale e tangibile rigenerazione urbana.

La palla passa ora alle istituzioni cittadine, chiamate a dare risposte concrete a una comunità che non può più attendere.



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