C’è un luogo, nel cuore del Salento, dove un tempo il potere della criminalità organizzata lasciava il proprio segno e che oggi, invece, è diventato simbolo concreto di rinascita, impegno civile e cultura della legalità. È la Masseria “La Tenente” di Copertino, bene confiscato alla mafia nel 2014 e restituito alla collettività.
Proprio questa struttura ha ospitato il convegno “Le agromafie: cosa sono, dove sono, cosa fare”, nell’ambito della seconda edizione della “Settimana della Legalità – Coltivare legalità”. Un titolo che racchiude un messaggio chiaro: la legalità, proprio come la terra, va seminata, custodita e fatta crescere insieme.
L’iniziativa è stata promossa dalla Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli e dalla Fondazione Fare Oggi, con la preziosa collaborazione del Comando Provinciale Carabinieri di Lecce, del Nas e del Noe, e con il patrocinio del Comune di Copertino.
Al centro del dibattito, un focus approfondito sulle minacce che colpiscono il tessuto economico e sociale del territorio il fenomeno delle agromafie; le infiltrazioni criminali nel settore agricolo e agroalimentare e le forme di sfruttamento del lavoro e il caporalato.
A rendere ancora più significativo l’incontro è stata la presenza degli studenti dell’Istituto Tecnico e Professionale “Vittorio Bachelet” di Copertino, protagonisti attenti e partecipi di una giornata dedicata alla costruzione di una coscienza collettiva fondata sul rispetto delle regole, della dignità umana e del valore del lavoro onesto.
Nel corso del convegno si sono alternati autorevoli interventi istituzionali, religiosi e sociali, tutti concordi sulla necessità di fare rete contro ogni forma di illegalità: Monsignor Fernando Filograna (Vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli); Ludovico Vaccaro (Procuratore Generale della Repubblica di Lecce); Don Marco Pagniello (Direttore di Caritas Italiana); Costantino Carparelli (Presidente di Coldiretti Lecce) e Ada Chirizzi (Segretaria provinciale CISL).
All’incontro hanno preso parte numerose autorità civili e militari, tra cui il Prefetto di Lecce, Natalino Domenico Manno, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Lecce, Colonnello Andrea Siazzu, il Comandante del Reparto Operativo, Tenente Colonnello Michele Carfora, e il Comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce, Colonnello Ortensia Fedeli, oltre ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Padre Sergio Ciriesi, direttore della Caritas Diocesana di Palermo e parroco di San Gaetano a Brancaccio, la stessa parrocchia di Don Pino Puglisi (il sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993 a cui è dedicata l’intera settimana della legalità). Le sue parole hanno ricordato ai giovani che la lotta alla mafia non è soltanto repressione, ma soprattutto educazione, coraggio quotidiano e capacità di scegliere da che parte stare.
In questo percorso di riscatto, il ruolo dell’Arma dei Carabinieri continua a essere quello di presidio di legalità e vicinanza alle comunità, accanto ai cittadini, alle scuole e alle istituzioni.
La “Settimana della Legalità” non si ferma qui e proseguirà con attività didattiche, curate dal Nucleo Carabinieri Artificieri del comando provinciale di Lecce e rivolte agli studenti delle scuole medie di Monteroni, Nardò e Gallipoli e “Aperidialogo”, un momento di confronto serale interamente dedicato ai giovani sul tema della legalità.
Perché ogni bene restituito alla collettività, ogni studente coinvolto e ogni parola condivisa contro la mafia rappresentano un seme piantato nel futuro del territorio.
