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Ancora liste d’attesa. Per una tac al Vito Fazzi si può arrivare al 2017

by Redazione
23 Agosto 2017 14:58
in Attualità
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Le domande per effettuare Tac e risonanze sono in preoccupante aumento. Le richieste arrivano sia da unità interne che da pazienti esterni, e la struttura ospedaliera proprio non ce la fa a rispondere in tempi celeri.

Come riportato dall’Associazione Salute Salento, per una Tac richiesta dal medico curante per sospetta neoplasia o per coliche renali, l’appuntamento è a luglio 2017. Ma va sottolineato che in lista di attesa ci sono anche 500 pazienti in cura al day hospital oncologico: per questi l’attesa varia da uno a due mesi. Una situazione che si ripete, ormai, anche in altri settori.

“Cos’è che non funziona, dal momento che ci sono 2 Tac e 2 risonanze a disposizione?” si chiede Cesare Mazzotta, presidente dell’Associazione. La risposta pare si trovi nella mancanza di personale, ovvero di  tecnici di radiologia e qualche medico.

A parte i malati di tumore, il  problema colpisce soprattutto i pazienti ricoverati che non possono essere dimessi proprio perché manca la verifica finale della Tac, con tutte le conseguenze dovute all’occupazione di posti letto. Così i ricoverati si trovano spesso costretti a restare nella struttura ospedaliera per altri 4- 5- 6 giorni, con un aggravio di spese per l’Azienda ospedaliera visto che ogni giorno di degenza costa intorno ai 600 – 700 euro.

Per contenere la lista di attesa dei malati oncologici, dalla fine di novembre scorso la direzione della Asl ha istituito sedute aggiuntive pomeridiane. Come spiega l’Associazione Salute Salento, con l’utilizzo di un medico, un tecnico e un infermiere -pagati con lavoro straordinario e nel rispetto delle 11 ore di servizio continuativo- ogni pomeriggio si riesce ad esaminare 7 pazienti. Di più, dicono i tecnici di radiologia, non si riesce a fare. 

Per far due conti veloci, in organico i tecnici sono 31, ma il caposala Luigi Pignatelli può disporne solo di 21 per varie ragioni. 21 unità che bisogna impegnare nei reparti dove c’è bisogno. Insomma, siamo alle solite: una mole di lavoro massacrante per gli operatori sanitari tanto che se ne sta discutendo in sede sindacale. “Qualcuno si è chiesto – riposta Cesare Mazzotta – non potrebbero essere utilizzati parte dei 3-4 radiologi e dei 5 tecnici in servizio alla Radiologia di Campi, dove il carico di lavoro è inferiore?”.

Tags: disservizi-asl
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