Andrea Antonaci ritorna nel suo Salento. Chiede scusa a tutti ma ora ha bisogno di un lavoro

“Perdonatemi!” Andrea Antonaci chiede scusa per il gesto che, circa dieci giorni fa, ha tenuto con il fiato sospeso tantissimi amici veri e virtuali che su Facebook avevano letto il suo messaggio di addio. Noi di Leccenews24.it lo abbiamo raggiunto a Busto Arsizio per capire chi è Andrea e di cosa ha bisogno adesso

Tutto era iniziato con un post su Facebook. Un post che aveva tenuto il Salento e il popolo social con il fiato sospeso.

Andrea Antonaci era andato da poco al nord perché voleva cambiare vita, voltare finalmente pagina e riscattarsi da un’esistenza fatta di luci e ombre.

Non è stato facile per lui. Era solo, senza punti di riferimento in questo polo industriale e commerciale del varesotto. Gli mancavano troppo i suoi figli. E anche il lavoro di scaricatore di merci non gli consentiva di racimolare abbastanza denaro per mantenersi. In questo periodo, pranzo e cena sono stati un pugno di riso. E  cosi la disperazione ha iniziato a prendere il sopravvento.

Aveva deciso di mettere fine alla sua esistenza e si era congedato da tutti con un post. Ma Andrea ha una grande famiglia, dal cuore giallo-rosso. L’amore per il Lecce unisce il Salento che non si è fermato ad aspettare inerme le notizie. Questa famiglia si è messa subito in moto per cercare Andrea. E lo ha trovato. Per fortuna, sano e salvo.

Ora, una gara di solidarietà tra i salentini che risiedono al nord consentirà ad Andrea Antonaci di tornare nella sua terra e di riabbracciare i suoi due figli, unico motivo di vita per lui. Ma non sarà facile.

Aiutiamolo a diventare un uomo migliore

Andrea ora ritorna nel Salento ma ha un grande bisogno di aiuto.

Nella sua casa non ci sono luce e acqua e Andrea non ha un lavoro. Andrea vuole farcela ma adesso più che mai ha bisogno di non essere lasciato solo.

Il suo è un mantra ininterrotto e quando lo intervistiamo continua a chiedere scusa; Andrea chiede perdono a tutti. Non solo per aver gettato nello sconforto tanti amici con quel post ma chiede scusa anche per quello che ha fatto in passato. Sa di aver sbagliato. Confessa ogni errore e non si giustifica.

Il nostro compito, adesso, è quello di aiutare questo ragazzo. Meglio non ergersi a giudice. Chi può, infatti, giudicare? Nessuno. Perché dietro errori irrimediabili spesso ci sono ferite inguaribili.

Una notte da incubo

Andrea sogna di diventare un uomo migliore. Pensa che al nord fare questo percorso sia più facile. E prende un treno che lo porta in Lombardia. Lo aveva aiutato un imprenditore salentino, che gli aveva anticipato la somma per il viaggio e per le altre spese impellenti. Malgrado la profonda gratitudine che nutre Andrea per questa persona, il lavoro è poco e gli consente giusto di pagare l’affitto. Andrea non può restituire questi soldi e non trova altro lavoro. Andrea sta male perché vede sfumare il suo sogno. Così, nella solitudine e nella disperazione, partorisce il desiderio di farla finita.

Per lui, innamorato dei suoi figli, stare lontano da loro è una punizione troppo grande.

Fortunatamente, prima che Andrea riuscisse nel suo intento, e mentre era diretto nel supermercato per acquistare latte e candeggina e mettere in atto il suo piano mortale, perde i sensi e sviene.

I soccorsi immediatamente allertati e l’intervento dei sanitari del 118, hanno scongiurato che venisse portata a termine l’idea malsana di porre fine alla vita.

Gli amici di Andrea

Ma c’è un aspetto bello di questa vicenda che ci piace raccontare e che vede protagonista un altro salentino. La macchina delle ricerche, quella notte, si era messa in moto subito, attivata da Tommaso Castrignanò, ex militare attualmente dipendente del Ministero della Difesa, in servizio in una città in provincia di Vercelli.

Tommaso, originario di Copertino, è un tifoso del Lecce come Andrea. Si conoscono grazie a quella passione giallo-rossa che lega tanti giovani. Quella sera Tommaso legge il post, è spaventato e si preoccupa di allertare carabinieri e polizia.

Ha paura di arrivare tardi. Vuole rintracciare al più presto Andrea. Prende informazioni dai contatti Facebook per capire dove possa trovarsi il suo amico. Una volta raccolte tutte le informazioni utili si mette in contatto con le forze dell’ordine di Busto Arsizio e per tutta la notte resta in contatto per dare il proprio contributo alle ricerche.

Con il passare delle ore l’angoscia aumenta, mentre il telefono, muto, iniziava a far vacillare la speranza.

Tommaso però, come Giusy e gli altri amici che stanno cercando Andrea, non si perdono d’animo. Sentono che Andrea è vivo.

Dopo ore di ricerche, ecco la arriva la buona notizia: Andrea è stato ritrovato, è stato rintracciato presso l’Ospedale di Busto.

La gioia per gli amici è incontenibile. Lo chiamano subito e dopo aver sentito la sua voce si tranquillizzano.

Da quel giorno molti salentini residenti al nord, come Tommaso Castrignanò, sono vicini ad Andrea per dargli forza e coraggio.

Adesso è il nostro turno. Andrea vuole un lavoro. È tutto ciò di cui adesso ha bisogno per poter rinascere. Andrea vuole solo lavorare e non importa quanto duro potrà essere questo lavoro.

Andrea ama i bambini e per questo il suo sogno sarebbe quello di lavorare in strutture che seguono bambini con disabilità.

Vuole un lavoro per poter dimostrare che se la vita gli ha offerto una seconda possibilità, lui vuole essere un uomo migliore.

Lo vuole per amore. Per il suo unico vero grande amore: i suoi figli.

Andrea Antonaci e la redattrice di Leccenews24.it


In questo articolo: