Nuova scoperta degli archeologi Unisalento: gli scavi riesumano una testa marmorea di Ottaviano Augusto

Dopo il ritrovamento della testa marmorea di Giulio Cesare, dalle terre di Aquinum risorgono frammenti riferibili al primo imperatore di Roma.

Le terre di Aquinum hanno abituato gli archeologi del Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento a grandi ritrovamenti, ma i preziosi reperti emersi negli ultimi scavi all’interno di un grande edificio porticato individuato grazie a ricognizioni aeree a bassa quota, hanno lasciato sbigottito l’intero gruppo di lavoro.

Si tratta di frammenti di una testa marmorea immediatamente associata a un ritratto del primo imperatore di Roma, Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, incorniciato da una corona d’alloro.

Dopo l’emozione che l’equipe ha vissuto in occasione del ritrovamento della testa marmorea di Giulio Cesare avvenuta nell’ottobre dello scorso anno, un nuovo entusiasmo ha travolto il gruppo di lavoro impegnato nella zona di Aquinum, situata a Castrocielo, in provincia di Frosinone, dal lontano 2009.

Grazie alla concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, le campagne di scavo proseguono con risultati eccellenti come testimoniano i ritrovamenti avvenuti nel corso dell’ultimo anno.

«Ogni campagna di scavo nasconde piccole o grandi sorprese», commenta il professor Giuseppe Ceraudo, docente di Topografia antica a UniSalento e direttore scientifico degli scavi, «Dopo aver portato alla luce il ritratto di Cesare le aspettative erano grandi, ma certo non immaginavamo un’ulteriore scoperta di così straordinario livello artistico. Ad Aquinum siamo riusciti a creare un ambiente di lavoro ideale e la città si può ormai considerare un grande laboratorio di ricerca a cielo aperto».

Commozione emerge anche dalle parole della Soprintendente Paola Refice che, nel commentare i ritrovamenti, non manca di sottolineare la spinta decisiva dell’equipe Unisalento. «Le ricerche dell’Università del Salento stanno portando alla luce una realtà archeologica pienamente corrispondente alla grande città romana descritta dalle fonti classiche. Auspichiamo che questi scavi possano essere volano per lo sviluppo del turismo culturale nella Valle del Liri».

Al coro gioioso si unisce anche il rettore uscente dell’Ateneo leccese Vincenzo Zara, orgoglioso del lavoro e della professionalità degli operatori. «Questa nuova scoperta», commenta il Rettore «conferma come i nostri archeologi siano in grado di esportare la loro competenza oltre i confini della Puglia, rendendo il nostro Ateneo un punto di riferimento, a livello nazionale e internazionale, per la ricerca sul campo. Le mie congratulazioni anche per aver creato una valida squadra in cui hanno lavorato accanto docenti e studenti». L

a testa di Cesare sarà esposta a Castrocielo domani 12 settembre 2019 in occasione dell’iniziativa “Ave Caesar. Aquinates te salutant“, prima di essere trasferita a Copenaghen, dove verrà sottoposta ad analisi specialistiche sui pigmenti e dove verrà presentata all’interno della mostra dedicata alle recenti scoperte di Aquinum.



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