Sostenere il patrimonio culturale con Art bonus. Mauro Buscicchio parla dell’iniziativa di BPP

Art bonus è la legge a sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale. La Banca Popolare Pugliese ha aderito all’iniziativa spendendo il suo Bonus pro Arte finanziando il restauro di opere conservate al Museo Castromediano di Lecce

Ai sensi dell’art.1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i., è stato introdotto un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il cosiddetto Art bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

La Banca Popolare Pugliese ha aderito all’iniziativa spendendo il suo Bonus pro Arte finanziando il restauro di opere conservate al Museo Castromediano di Lecce.

Leccenews24.it ha incontrato il dottor Mauro Buscicchio, Direttore Generale di Banca Polare Pugliese S.c.p.A., per saperne di più.

Dottor Mauro Buscicchio, dal banchiere Agostino Chigi, mecenate di Raffaello, Peruzzi e Sebastiano del Piombo, al mecenatismo moderno, stimolato dalle agevolazioni sul credito di imposta, finalizzato al restauro, conservazione e tutela del bene culturale. Dalla promozione del singolo, all’intervento in favore della collettività. L’arte rappresenta dunque una nuova coscienza civile?

Più che di coscienza civile possiamo parlare di cultura del territorio. “La decisione presa dal Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare Pugliese si inserisce in una tendenza che, negli ultimi anni, fa confluire politica ed economia con la cultura, in particolare la cultura che caratterizza i singoli territori. Riteniamo che un’operazione come quella che stiamo facendo con il Museo “Castromediano” di Lecce dia sostanza concreta all’espressione “Banca locale” che spesso viene attribuita al nostro Istituto di credito.

La cultura è identità, la cultura è appartenenza e alla fine è anche economia, nel senso che è stato dimostrato più volte negli ultimi anni che produce reddito e sviluppo, basti pensare al turismo motivato dalla visita alle testimonianze storiche di un territorio.

La Banca Popolare Pugliese è la prima azienda in Puglia ad utilizzare l’art Bonus e la seconda nel Sud, dopo i restauri promossi al Museo di Capodimonte a Napoli. La scelta di opere del Museo Castromediano come è nata?

La Banca non è nuova a tali interventi di restauro e di recupero di opere di valore artistico. La scelta è nata a seguito di una proposta del direttore del Museo – Dott. Luigi De Luca che intende promuovere una nuova stagione per questo contenitore culturale, modernizzandolo e facendone punto di riferimento per una serie di ulteriori attività.

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Mauro Buscicchio

Il Museo provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce accoglie due preziosi polittici che, sin dalla sua istituzione, sono finiti nelle sue sale e rappresentano la testimonianza tangibile dell’influenza della cultura veneziana tra il XIV e il XVI secolo, in Puglia, e soprattutto nel Salento, che era punto di riferimento commerciale per le navi e i commerci di cui la Serenissima era regina in quel periodo sulle rotte per l’Oriente.

Restaurarli vuol dire accendere i riflettori su un periodo non particolarmente approfondito e conosciuto della storia Pugliese e dei rapporti con la Repubblica di Venezia.

Saranno restaurati due preziosi polittici su tavola, uno di Lorenzo Veneziano, databile fine ‘300, e l’altro della Bottega del Vivarini, della metà del’400. Sono capolavori di particolare pregio, le prime opere acquisite dopo il 1870 dal Museo Castromediano. Come sono stati individuati gli interventi?

Gli interventi sono stati individuati dai restauratori e dagli storici dell’arte del Museo Leccese. A noi è sembrato significativo dare luce a queste due opere anche perché, alla fine dei restauri, dovrebbe continuare un processo virtuoso che potrebbe riguardare altre opere della stessa epoca e della stessa matrice.

Dall’OVS alle industrie di acque minerali, dalle Fondazioni alle Casse di Risparmio, scorrendo i nomi dei donatori, 8193 mecenati, emerge una percezione incoraggiante riguardo l’interesse verso l’arte e i suoi capolavori. Solo conseguenza dei benefici fiscali oppure finalmente l’arte inizia ad essere percepita come un investimento in termini culturali e non soltanto un macigno sulle esigue casse dello stato?

Credo che la legge “artbonus”, per come è stata concepita, è un prezioso strumento di coinvolgimento dei privati, un incentivo notevole per indirizzare le imprese e i privati verso il recupero e la valorizzazione delle opere d’arte.

I vantaggi fiscali possono essere uno strumento importante per far emergere una presa di coscienza forte sul patrimonio artistico della nostra terra, anche verso quello meno conosciuto. Un modello importante di collaborazione tra pubblico e privato.

La Banca, pertanto, non può essere considerata solo dal punto di vista economico-finanziario, ma anche sul piano sociale e culturale. Questa funzione è, tra l’altro, espressa in maniera diretta e diffusa soprattutto dalle realtà imprenditoriali fortemente legate al territorio, come la nostra Banca.