Auguri don Mimì, vescovo buono e amico

Mons. Domenico D”™Ambrosio, arcivescovo di Lecce, celebra oggi i suoi primi 25 anni da vescovo. Un traguardo importante, vissuto all’insegna del servizio a ben 4 chiese locali e nel ricordo della sua ordinazione episcopale per mano di Giovanni Paolo II, futuro santo.

Era il 6 gennaio del 1990 quando il parroco di San Leonardo a San Giovanni Rotondo, don Mimì D’Ambrosio fu chiamato ad entrare nella successione apostolica. L’ordinazione episcopale avvenne in San Pietro in Vaticano proprio il giorno dell’Epifania.

Fu papa Karol Woityla che lo volle vescovo e fu il pontefice polacco che lo volle ordinare di persona imponendo le mani a quello che sarebbe diventato il vescovo di Termoli, nomina che D’Ambrosio aveva giù ricevuto nelle precedenti settimane. Il legame particolare tra il papa e il nuovo vescovo avrebbe accompagnato la missione episcopale di D’Ambrosio per tutta la vita.

Oggi a distanza di 25 anni, don Mimì celebra il giubileo episcopale nella sua Cattedrale a Lecce, l’ultima delle quattro diocesi che è stato chiamato a guidare nel suo lungo ministero di vescovo, nel Duomo barocco sono presenti molti vescovi della Puglia, quasi tutti più giovani sia per età che per data di consacrazione episcopale.

Certamente nessuno come D’Ambrosio è stato pastore di ben quattro diocesi. La prima, fresco di ordinazione, a Termoli Larino, in sostituzione di Cosmo Francesco Ruppi, promosso ad arcivescovo di Lecce.
La seconda addirittura ad arcivescovo metropolita di Foggia-Bovino, un incarico che durò poco, perché nel 2003 Giovanni Paolo II lo volle spostare nella diocesi di Manfredonia-Vieste, per tentare di dare assetto e organizzazione ecclesiastica e gestionale alla crescente e smisurata devozione per Padre Pio da Pietrelcina che aveva in San Giovanni Rotondo il suo fulcro gravitazionale. Una città quella del santo delle stimmate che D’Ambrosio conosceva bene per esservi stato parroco, e una diocesi che conosceva perfettamente perché era la sua diocesi di origine quella del Gargano, essendo il vescovo originario di Peschici.

Il compito di guida di una diocesi complessa e articolata fu assolto da D’Ambrosio in modo esemplare, tanto da rafforzare ancor più la stima che il papa Giovanni Paolo II aveva sempre riposto in quell’umile vescovo – parroco.

Il resto è storia di oggi. Il successore di papa Woityla, Benedetto XVI, decise di promuoverlo a Lecce e nel luglio del 2009 don Mimì fece l’ingresso ufficiale nella sua nuova diocesi, la quarta e ultima della sua carriera episcopale, ancora una volta in sostituzione di Cosmo Francesco Ruppi, ma questa volta perché il presule originario di Alberobello aveva superato i limiti d’età.

Domenico D’Ambrosio tornava quindi a fare l’arcivescovo metropolita, dopo la breve esperienza foggiana dal 1999 al 2003. Gli fu nuovamente conferito il pallio dei metropoliti, ma questa volta si trattava di andare a guidare la più importante, grande e prestigiosa diocesi della Puglia, dopo quella di Bari – Bitonto, con una provincia ecclesiastica comprendente ben 5 diocesi: Lecce, Otranto, Brindisi – Ostuni, Nardò – Gallipoli e Ugento – Santa Maria di Leuca.

Auguri, quindi, don Mimì dalla Redazione e dalla direzione di Leccenews24.



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