Gestione del Bacino di Acquatina a Frigole, l’Università del Salento “messa alle strette”

L’Università del Salento messa alle strette: entro fine agosto è necessario un bando pubblico per salvare il sito dal totale abbandono.

Si è svolta giorni fa, il 17 luglio, un’importante assemblea pubblica nel salone comunale di Frigole, indetta dal Comitato CuFrill e svoltasi alla presenza del Vice Sindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci e di tutta la comunità del borgo per un confronto istituzionale sulla lunga e sofferta vicenda del Bacino di Acquatina.

Una zona costiera, questa, di grande interesse naturalistico, che da oltre trent’anni, ovvero dal 1986, è stata affidata in gestione da parte della Regione Puglia all’Università leccese per svolgervi ricerca scientifica, ma da anni questa è inadempiente rispetto a varie clausole contenute negli atti di concessione. La ricerca stessa, dal 2012, è ridotta ai minimi termini e l’area versa in un rischioso stato di degrado e di abbandono.

La fiamma si è riaccesa quando, di recente, un importante imprenditore veneto si è proposto con un lauto investimento di vari milioni di euro per effettuare, all’interno del Bacino, una speciale produzione ittica, ovvero trasformarlo in un centro produttivo per l’allevamento di gamberi, che consentirebbe senza dubbio un rilancio economico dell’area con ricadute positive per il territorio anche in termini di occupazione. Nonostante tali constatazioni l’Ateneo lecccese, nella persona del Prof. De Bellis cui attualmente è affidata la responsabilità della gestione, ha posto un netto diniego alla concessione del bacino ai suddetti scopi produttivi, motivando ciò con il possibile danneggiamento dell’ecosistema acquatico e dell’habitat naturale dell’area.

Giunge però a controbattere il parere autorevole dell’Università di Padova che sostiene che l’itticoltura proposta nel caso specifico sarebbe realizzata con un sistema avanzato di filtraggio, dunque a basso impatto ambientale e senza alcun rischio per l’ecosistema del bacino.

Altre proposte di soggetti privati si sono susseguite in questi ultimi anni, ma tutte rigorosamente respinte dall’Università di Lecce, nonostante l’intervento di imprenditori e investitori esterni pare ormai essere l’unico modo per sbloccare l’immobilismo in cui pericolosamente è scivolata l’intera area di Acquatina. In quest’ottica pare collocarsi anche la posizione del Comune di Lecce, e il Vice Sindaco ha esposto chiaramente durante l’Assemblea l’andamento controverso della lunga questione, animata da una serie di numerosi incontri e confronti che si sono svolti di recente tra i vari rappresentanti istituzionali sul tema di Acquatina, ma che finora hanno portato a poca concretezza e praticamente a un nulla di fatto.

Delli Noci ha spiegato, dunque, la necessità di smuovere le acque quanto prima e le motivazioni che spingono l’amministrazione comunale a porre a questo punto una sorta di ultimatum all’Università leccese, e nonostante le accuse rivoltegli dal Prof. De Bellis di farsi sponsor dei privati, preferisce la linea della mediazione e del confronto pacifico.

“Dobbiamo remare tutti in una direzione comune” afferma il vicesindaco leccese, “l’obiettivo è quello del rilancio di Acquatina, non c’è una parte e una controparte”.

Proprio per questo rilancio è necessaria una svolta e nel più breve tempo possibile, per cui l’amministrazione comunale inviterà formalmente l’Ateneo leccese ad emettere un bando pubblico entro i termini stabiliti di fine agosto, per raccogliere le manifestazioni d’interesse da parte di associazioni e soggetti privati per l’affidamento e/o concessione in uso dell’area di Acquatina.

Lo stesso intento è sostenuto con forza dal Comitato Unitario per lo Svilupppo di Frigole e del Litorale Leccese che a redatto e inviato in questi giorni una lettera indirizzata al Rettore, chiedendo quanto prima l’emissione del bando pubblico come unica possibilità di ripresa per il Bacino di Acquatina.

“All’intera comunità sta molto a cuore la valorizzazione dell’area di Acquatina, un sito bellissimo con tante grandi potenzialità, a forte vocazione turistica, di turismo sportivo, ecc..ma su cui per troppi anni è gravato un triste destino di abbandono” spiega il presidente Ernesto Mola. E poi prosegue “Siamo fiduciosi nel Rettore Zara che pur non potendo intervenire all’assemblea pubblica di oggi poiché organizzata in tempi molto ristretti, ha risposto positivamente all’invito con una mail rendendosi disponibile a ogni confronto per trovare una soluzione che renda finalmente merito alla bellezza di Acquatina e valorizzi questo sito meraviglioso dichiarato d’interesse comunitario”.

Allo stesso tempo il Comitato, come ha sottolineato Mola nel corso dell’assemblea, sarà sempre vigile affinché ogni intervento proposto sia approfonditamente valutato in modo da essere compatibile con la specificità del sito, con le sue caratteristiche paesaggistiche e storiche e che non ci sia alcun rischio per la conservazione del delicato ecosistema lacustre del luogo. L’intera comunità di Frigole, dunque, già afflitta da vari problemi, attende che i soggetti istituzionali coinvolti prendano delle decisioni risolutive ponendo fine al continuo rimpallo di responsabilità cui sempre si è assistito in questi anni e che ha causato il declino del Bacino di Acquatina.

Rosy Paticchio



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