“Terminati i pacchi alimentari da distribuire e le amministrazioni vanno a rilento”, la denuncia delle associazioni di beneficenza

Riceviamo la segnalazione dell’associazione “Dalla parte dei più deboli” che denuncia un ritardo di alcuni comuni nella distribuzione dei buoni inviati dal Governo durante l’emergenza Covid.

Noi siamo ancora qui, a consegnare pacchi alimentari e buste con la spesa settimanale, senza avere più scorte ed essendosi ridotti al lumicino i benefattori, mentre alcune amministrazioni, non si sa per quale ragione e non si sa per quale motivo, sono arrivate al paradosso di non aver consegnato i buoni da 50 euro che il Governo, nel pieno dell’emergenza covid, aveva inviato a tutti i comuni”.

Più che una protesta è un grido di disperazione quello che giunge alla redazione di Leccenews24 dall’associazione “Dalla parte dei più deboli” che racconta di vere e proprie ingiustizie che in questa fase congiunturale nessun territorio potrebbe permettersi.

A detta di Sandro Barone referente del sodalizio da sempre impegnato nell’attività di sostegno alle persone e alle famiglie più deboli, in alcuni comuni del Salento i cittadini non avrebbero ricevuto i buoni spesa stanziati dall’Esecutivo per venire incontro alla povertà causata dalla pandemia.

Ci metto la faccia come al solito, raccontando casi concreti, poiché non è più possibile giocare con le parole quasi che la povertà sia sparita, mentre dovrebbe essere al centro di ogni nostra attività, vista la gravissima situazione in cui versa il Salento. Nel comune di Scorrano, per esempio, i buoni alimentari non sono stati ancora consegnati. Capisco tutto: la situazione di commissariamento, l’iper lavoro degli uffici, ma c’è un limite da non oltrepassare e assumendomi le responsabilità di ciò che dico, sono qui a chiedere l’aiuto di tutti”.

A detta di Barone, infatti, nell’importante comune salentino, sciolto per infiltrazioni mafiose nella scorsa primavera e affidato alla gestione commissariale, non sarebbero stati ancora consegnati i buoni alimentari alle famiglie. Il tutto mentre scarseggiano le iniziative private dovute alla grave crisi economica, quasi che l’emergenza povertà sia uscita dai radar della pubblica attenzione.

Un’accusa grave che ci viene confermata da vari cittadini, mentre siamo in attesa della risposta dei dirigenti comunali, che speriamo avvenga nelle prossime ore.

Delle due l’una: o un’errata percezione della comunità, o una grave trascuratezza che manda in affanno molte famiglie sull’orlo della fame. E in attesa di conferme o smentite istituzionali rivolgiamo l’ennesimo invito: chi può continui a donare, chi può continui a fare beneficenza come nei mesi scorsi. Il bisogno, purtroppo, non è andato in vacanza.



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