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Bussate e vi sarà dato: a Lecce un’altra casa per i senzatetto

by Paolo Panico
9 Dicembre 2014 15:38
in Attualità
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Se da un lato diminuiscono i finanziamenti istituzionali, dall’altro non deve avvenire lo stesso per i gesti di solidarietà. Meglio che questi non conoscano crisi. Perché abbandonare al proprio destino chi ha bisogno di una mano, anziché aiutarlo, è contro i principi della società civile ancor prima di quelli cattolici o cristiani. Non a caso, ciò che viene raccontato nel Vangelo di Matteo – con le parole di Gesù Cristo – sembra piuttosto chiaro: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. E col termine ‘fratelli più piccoli’ ci si riferisce soprattutto ai poveri, agli emarginati. Costoro necessitano di calore umano, di persone che donino ad essi una nuova luce di speranza. A loro, da parte della Chiesa di Lecce, va così rivolto l’ennesimo messaggio concreto.

Prendendo spunto dalla condizione disagiata di alcuni, l’allarme sociale provocato dall’emergere di nuove povertà ha determinato un movimento solidale ‘a 360 gradi’. In tale contesto s’inserisce il lavoro della Caritas Diocesana leccese, diretta da Don Attilio Mesagne. Dopo la ‘Casa della Carità’ (trenta posti letto per uomini) e ‘Casa Emmaus’(quindici posti letto per donne), ecco sorgere un altro sito che accoglierà i senzatetto giunti da poco nel capoluogo salentino (in particolare quanti attendono il rilascio delle autorizzazioni da parte delle istituzioni), ovvero la ‘Casa San Vincenzo De’ Paoli’. Chiamata anche ‘casa dell’accoglienza’, disporrà di ben diciotto posti letto grazie all’eredità dell’immobile ceduto da una parrocchiana. Tale gesto di generosità, infatti, ora può permettere ai più bisognosi di proteggersi dal freddo invernale, peraltro usufruendo dei servizi essenziali: mensa, docce, consulenza medica e legale. L’inaugurazione ha avuto luogo stamattina alla presenza del parroco di San Vincenzo De’ Paoli, Don Fernando Doria, assieme all’arcivescovo metropolita della Città di Lecce, Monsignor Domenico Umberto D’ambrosio.

Ed è proprio il pastore della Chiesa leccese, davanti ai microfoni di Leccenews24.it, ad esprimere un suo pensiero:«La Caritas Diocesana è una realtà che mi dà gioia, perché abbiamo capito che il primato d’amore è di casa in questa Chiesa. Questa piccola struttura raffigura una piccola goccia nel mare dei tanti che non hanno un tetto. Tutta opera di volontariato, di disponibilità, di servizio. Una parrocchia ha messo a disposizione gli appartamenti. Erano disabitati, ma adesso vivranno coloro che sono oggetto di quell’amore che non trovano altrove». Mons. D’Ambrosio si sofferma anche sulla percezione dei leccesi riguardo al grido d’aiuto determinato dall’acuirsi della crisi economica:«L’ospitalità della gente di Lecce è evidente, evidentissima; le povertà aumentano sempre più e c’è bisogno di dare risposte. Andare col lumicino a cercare luoghi e spazi in cui questo possa accadere. La Chiesa è prima in questo servizio e non pretende e non domanda nulla».

«Le persone che ospiteremo qui attendono le dovute autorizzazioni da parte delle istituzioni – spiega Don Attilio Mesagne, anch’egli presente all’inaugurazione – del tipo permessi di soggiorno e passaporti. Tante volte le autorizzazioni tardano ad arrivare perché è difficile l’individuazione di questi fratelli». Non solo. Poco dopo la benedizione conferita alla dimora (per opera del vescovo di Lecce), Don Attilio si sofferma su di un aspetto importante. I tagli governativi decisi dall’UE, unitamente agli effetti indiretti del patto di stabilità, in breve significa meno prodotti alimentari destinati a mense e strutture come, ad esempio, l’emporio della solidarietà. Diviene fondamentale, pertanto, che l’imprenditoria locale scenda in campo, anche con piccole  azioni:«L’appello è questo – sottolinea sempre Don Attilio – che i 450 pasti che noi eroghiamo ogni giorno attraverso i punti di ristoro possano continuare a venire erogati. Siano dunque interessate persone, istituzioni, ma anche supermercati».

Tags: caritaschiesasolidarieta
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