‘Potrebbe trovarsi a lavorare con gli agenti che lo hanno indagato’. La Prefettura stoppa un buttafuori salentino ma il Tar lo riabilita

Per il Tar di Bologna risulta accertato che l’uomo al momento svolge questo tipo di attività presso una società che lo ha assunto e pertanto il passato, in questa vicenda, non conta ai fini dell’iscrizione nel registro prefettizio.

Si è trovato al centro di un lungo ed estenuante tira e molla tra la Prefettura e il Tar di Bologna, un giovane buttafuori salentino che aveva perso il lavoro a causa di un’errata interpretazione della norma a cui ha posto rimedio la sentenza del giudice amministrativo.

Ma andiamo con ordine. L’addetto alla sicurezza, con vecchi precedenti penali, aveva deciso di svoltare e di cambiare vita. In Emilia Romagna aveva trovato lavoro presso una società che si occupa di security. Nello scorso gennaio, al rientro in Salento, durante una vacanza a casa, era stato notato, mentre era con il fratello ed un altro conoscente, in compagnia di un noto pregiudicato.

Quell’incontro non era passato inosservato e la Prefettura di Bologna, avvisata da una informativa, aveva immediatamente deciso di negare l’iscrizione del buttafuori nell’apposito registro prefettizio.

A nulla era servita la difesa dell’uomo che aveva detto di aver incontrato quel ‘volto noto’ in maniera del tutto occasionale, essendo anche in compagnia di altri testimoni come il fratello ed un amico che avrebbero potuto certificare l’infondatezza di ogni accusa. Era stato solo un saluto veloce tra persone che si riconoscono in paese, ma non c’era stato alcun discorso o peggio ancora alcun “ammiccamento”.

Nulla, per la Prefettura di Bologna il buttafuori non poteva essere inserito nell’elenco prefettizio in cui sono presenti, per legge, tutti coloro che lavorano con società di security.

Era stata un’ordinanza del Tar di Bologna a permettere al salentino il rinnovo dell’iscrizione nell’albo, dandogli la possibilità di tornare al lavoro.

Tuttavia, dopo tale rinnovo, nello scorso luglio, il buttafuori salentino si era visto nuovamente revocare l’iscrizione nell’elenco prefettizio con una nuova e diversa motivazione. Questa volta per la Prefettura di Bologna, il buttafuori, avendo vecchi precedenti penali, avrebbe potuto trovarsi a lavorare con appartenenti alle Forze di Polizia che in passato, magari, avevano effettuato attività investigative nei suoi confronti e che operavano nella stessa zona.

Anche in questo secondo caso, il di Tar Bologna, è stato di avviso contrario, accogliendo in pieno le tesi del difensore del buttafuori salentino, l’Avv. Alfredo Matranga. La sentenza, pubblicata lo scorso 9 dicembre, ha annullato anche questo nuovo provvedimento di revoca dell’iscrizione nell’elenco prefettizio. Per il Giudice Amministrativo, infatti, risulta accertato che l’uomo al momento svolge questo tipo di attività presso una società che lo ha assunto e pertanto il passato, in questa vicenda, non conta ai fini dell’iscrizione, tenuto conto anche del fatto che l’uomo per il suo tipo di lavoro si troverà a lavorare con gli appartenenti alle Forze di Polizia e starà quindi dalla parte giusta della barricata anziché da quella sbagliata.



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