Calendario del Duce in vendita nelle edicole, offesi e indignati gli ex partigiani pugliesi

La vendita al modico prezzo di 5,95 euro del calendario del Duce ha sollevato l’ira degli ex partigiani della Puglia che parlano di forma sottile di apologia di fascismo

Se per alcuni è ancora troppo presto per pensare al nuovo anno, per altri la corsa al 2020 è cominciata con il tradizionale rito del ‘calendario’ da esporre in bella vista in casa o in ufficio. Ce n’è per tutti i gusti: fotografici con panorami e scorci, religiosi o sportivi… Uno però sta facendo non poco discutere. Si tratta del Calendario del Duce, in vendita a poco meno di sei euro in tutte le edicole d’Italia in allegato ad un noto periodico. La foto in copertina di Benito Mussolini e il fatto che ci sia un almanacco dedicato a quel periodo storico ha indignato alcuni ex partigiani pugliesi che hanno deciso di rivolgersi all’Associazione Giustitalia per denunciare l’accaduto.

«Forse destinato a prendere il posto delle modelle seminude (che magari offendono il comune senso del pudore) o degli aitanti calciatori, questo calendario, con la pubblicazione e soprattutto la diffusione a macchia d’olio, rischia di offendere valori preziosissimi per gli Italiani come quelli della libertà repubblicana e della democrazia», tuonano.

Tante le copie “avvistate” un po’ ovunque: in alcuni punti di ristoro, nei bar e, persino, in alcuni uffici pubblici (come il Giudice di Pace), “nemmeno fosse l’effige del Presidente della Repubblica” replicano gli ex partigiani.

La polemica, in realtà, non è nuova. Si ripresenta quasi puntuale ogni volta che l’anno sta per finire. C’è chi come gli ex partigiani parla di «forma sottile di apologia di fascismo», un reato previsto e punito dalla Legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.

«La pubblicazione, la distribuzione e, soprattutto, la diffusione – commentano – rappresenta, sul piano penale, una forma sottile di apologia di fascismo. Sul piano civilistico, rappresenta un danno anche morale, come tale risarcibile, per coloro che si identificano nei valori portati dalla Costituzione Repubblicana. Sul piano amministrativo e politico, lasciamo alla perspicacia di chi legge la valutazione delle conseguenze che potrebbero derivare se persevera la diffusione di questo “virus di idee malsane”».

Da qui l’appello rivolto alle edicole, alle librerie, passando per mercatini e punti vendita che smerciano oggettistica varia, invitandoli a mettersi una mano sulla coscienza e a boicottare qualunque prodotto possa iconograficamente rinviare al Duce e al Ventennio.

Insomma, quei prodotti in contrasto con i valori costituzionali, ma non con quelli di mercato. C’è chi alle polemiche risponde con i numeri delle vendite. A dispetto di quello che si possa pensare, i Calendari del Duce non restano ad impolverarsi sugli scaffali o nelle edicole. E, regole di mercato docet, è la domanda ad influenzare sull’offerta di un bene…



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