‘Basta con il binomio turismo – sfruttamento’, la Cgil manda in giro il camper dei diritti

Il camper dei diritti della Filcams Cgil sarà il 19 luglio, dalle 10 alle 13, sul lungomare di San Cataldo, per parlare ai bagnanti ed agli operatori.

“Anche quest’anno stiamo riscontrando nelle aziende turistiche situazioni ai limiti della legge. Non riusciamo ancora, come sistema territoriale, a scrollarci di dosso l’etichetta di terra di sfruttamento. Bisogna raddrizzare il modello di sviluppo del turismo salentino, oggi disordinato e sempre più orientato a trasformare un intero territorio in un divertimentificio. Occorre coniugare lo sviluppo del territorio, con il rispetto dei lavoratori e il sostegno alle imprese sane. Altrimenti quando la giostra si spegnerà, avremo sprecato l’occasione di scrollarci di dosso quell’odiosa etichetta”.

Parole dure quelle del segretario generale della Filcams Cgil Lecce, Mirko Moscaggiuri che sarà impegnato il 19 luglio, dalle 10 alle 13, sul lungomare di San Cataldo, con il camper dei diritti per parlare ai bagnanti ed agli operatori di diritti dei lavoratori del turismo.

La campagna ha un nome che è tutto un programma: “Mettiamo il turismo sottosopra. Dalla parte giusta del turismo”.

L’obiettivo è quello di sfatare ciò che per la Filcams Cgil è un autentico luogo comune. Ovvero: non c’entra nulla il reddito di cittadinanza con la difficoltà a reperire manodopera stagionale nel comparto turistico, bensi le condizioni di autentico sfruttamento a cui sarebbero consegnati i lavoratori. In tutta Italia come nel Salento.

Il camper dei diritti ha l’intento di creare momenti di incontro, scambio e informazione, per gli operatori e le operatrici del settore turistico, sui temi dei diritti, delle tutele, della sicurezza e delle garanzie reddituali.

“Nell’ultimo quinquennio – scrivono dalla Cgil – sono aumentate le vertenze individuali che trattiamo per demansionamento, mancato rispetto dell’orario, straordinari non pagati, falsi part-time, riposi annullati, fino a casi di lavoro totalmente irregolare. E questa è una condizione comune a molti territori. Lo Stato deve intervenire, non solo con i controlli nelle attività alberghiere, extralberghiere e di ristorazione, ma anche con la legge laddove è possibile. Per esempio legando le concessioni demaniali al rispetto dei contratti di lavoro. Il rispetto del contratto collettivo permetterebbe infatti di distribuire meglio la ricchezza prodotta dal turismo, che in questi anni si è concentrata nelle mani di pochi, lasciando gli spiccioli a migliaia di stagionali”.



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