Candidato al Nobel per l’insegnamento: Daniele Manni incontra Papa Francesco

Durante il quarto congresso Mondiale di Scholas Occurentes, Papa Francesco ha voluto incontrare una delegazione dei docenti candidati al Nobel per l’insegnamento. Tra questi, anche il prof Daniele Manni.

Lui risulta in lizza per aggiudicarsi il Global Teacher Prize – Premio Nobel per l’Insegnamento. Daniele Manni, docente salentino di informatica dell’Istituto “Galilei – Costa” di Lecce, giovedì scorso era in Vaticano in occasione del 4° Congresso Mondiale di Scholas Occurrentes, la rete internazionale di scuole nata anni fa a Aires per volere dell'allora Arcivescovo Bergoglio. E ques’ultimo, oggi nelle vesti dell’amatissimo Papa Francesco, a chiusura dell’evento ha voluto incontrare la delegazione dei finalisti al “Nobel” per l’insegnamento per conoscerli e congratularsi personalmente per l’importantissimo traguardo raggiunto; e, soprattutto, per le motivazioni che hanno permesso ai cinquanta docenti di essere sul quel podio (capacità di innovazione, capacità di aprire la mente dei propri alunni, contributo offerto alla comunità e incoraggiamento dato per abbracciare l’insegnamento).

Tra questi, ovviamente, anche il prof. Manni. I suoi studenti fanno tutti il tifo per lui e hanno persino creato una fan page su Facebook: “A Daniele Manni il Nobel per l’Insegnamento” – https://www.facebook.com/manni4nobel. Nell’incontro personale con il docente salentino, il Santo Padre lo ha incoraggiato a continuare a dare tutto se stesso ai propri studenti e alla comunità, sottolineando l’importanza del ruolo dell’insegnamento.«Una cosa che mi preoccupa molto è quella dell’armonia – ha detto proprio Papa Francesco agli operatori dell’istruzione presenti – che non è semplicemente raggiungere dei compromessi o intese parziali».

«L’armonia è, in un certo senso – prosegue il Papa – creare una comprensione delle differenze, accettarle e fare in modo che si armonizzino. Se è vero che “non cambieremo il mondo se non cambieremo l’educazione”, c’è oggi una difficoltà: il patto educativo tra famiglia, scuola, patria, cultura si è spezzato. La conseguenza è che la società, la famiglia e le varie istituzioni delegano l’educazione ai docenti, di solito malpagati, che portano sulle spalle questa responsabilità. Se non hanno successo si recrimina contro di loro, ma nessuno rimprovera le varie istituzioni che hanno delegato il patto educativo».

«Solo se tutti i responsabili dell’educazione dei nostri giovani si armonizzano – conclude – allora l’istruzione potrà cambiare. Per questo, Scholas cerca la cultura, lo sport, la scienza, cerca di costruire ponti».



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