Centri per l’impiego nel caos. La storia di Antonio, Marta e la signora Pina: sveglia all’alba per posto in prima fila

Caos nei Centri per l’Impiego salentini. Le lunghe file e i disagi “condannano” il personale, esasperato e sotto organico.

caos-centri-impiego-salento

Non conoscono ancora sosta le file nei Centri per l’Impiego della provincia. Già dall’alba, qualcuno esclama meravigliato “eppure gli anni scorsi non era così, non c’era tutta questa gente”.

Già, perché non ci si reca nei CPI solo per richiedere le indennità di disoccupazione: gli uffici attualmente sono invasi da coloro i quali vogliono accedere al programma regionale “Mi formo e lavoro”. E, come spesso accade in Italia, a farla da padrona e ad allungare la procedura è la burocrazia che prevede il cosiddetto “patto di servizio”, ovvero un’ora di colloquio con conseguente compilazione dei documenti.

Sono tantissimi disoccupati a sfidare le intemperie e ad impostare la sveglia alle quattro del mattino. A Casarano, ad esempio, una donna si sfoga denunciandoci una situazione da far-west con telefonate ai Carabinieri ormai diventate all’ordine del giorno e processi rallentati da computer obsoleti e connessioni interrotte.

Centri presi d’assalto perché, come avviene nella cittadina del Basso Salento, i dipendenti – anch’essi esasperati – consegnano a chi è in fila un biglietto con un numeretto: rientrare tra i primi quaranta significa essere fortunati, diversamente ci si deve riorganizzare per tornare il giorno successivo, svegliandosi prima.

L’organico ideale per soddisfare le esigenze sul territorio regionale corrisponderebbe a 8oo, ma attualmente nei Centri il personale si ferma a quota 391, numero non abbastanza sufficiente per espletare al meglio servizi delicati e complessi.

“Si tratta – fa sapere l’assessore regionale Sebastiano Leo – di un organico che va giorno per giorno depauperandosi, con molti dipendenti che già sono andati o sono prossimi alla pensione. Un organico che la Regione non può riportare a livelli adeguati, sia per la carenza di risorse finanziare sia per l’esistenza di stringenti vincoli assunzionali imposti dallo Stato”.

Sarà un iter lungo e complesso. Infatti, l’eventuale incremento del personale comporterà l’acquisizione degli immobili adatti ad ospitare il nuovo organico con l’aggiornamento di tutti i sistemi tecnologi e informatici ereditati dalle province.

Per ora e in attesa di risolvere del tutto il problema, è stato previsto un potenziamento della vigilanza nei Centri con maggiore afflusso di utenza e sono già in atto soluzioni operative per risolvere alcuni aspetti logistici delle sedi e di coordinamento funzionale delle attività.

Se la politica riuscirà a debellare definitivamente il fenomeno ora non possiamo affermarlo con sicurezza. L’unica certezza è che Antonio, Marta e la signora Pina domani dovranno svegliarsi alle quattro meno un quarto per potersi assicurare quel biglietto!



In questo articolo: