Cava per l’estrazione di argilla ad Alezio, si pensa alla creazione di un Comitato “Salviamo l’Arpa”

In fase d’incubazione “Salviamo l’Arpa.” Il comitato civico composto da cittadini ed associazioni che dicono “NO!” alla coltivazione di una cava per l’estrazione di Argilla, ad Alezio.

L’appuntamento per la lettura della prima bozza dell’atto costitutivo del Comitato Civico “Salviamo l’Arpa-No Cava!” è fissato per domenica 22 Aprile, alle ore 18.00, presso la sede in via Municipio della ProLoco di Alezio.

Il progetto

La storia ha inizio nell’Agosto del 2016 quando la società “Geoambiente” presenta il progetto di coltivazione di una cava per l’estrazione di argilla da realizzarsi nel territorio di Alezio, in località “Arpa”, a pochi km dal centro abitato.

Il disegno presentato dalla ditta prevede l’utilizzo di 50mila mq di terreno agricolo per un periodo di 13 anni ed uno scavo profondo 21 metri. 
Il primo progetto è stato bocciato dalla Regione Puglia e la società ha presentato ricorso al TAR e redatto una nuova ed ulteriore proposta progettuale che sarà al vaglio della Conferenza di Servizi fissata per il 28 Maggio.


La posizione dell’Amministrazione

Walter De Santis, Assessore alla Cultura del Comune di Alezio, è uno dei primi promotori della mobilitazione contro l’approvazione del progetto. 
“L’intera Amministrazione ha da subito promosso incontri pubblici affinché si conoscessero le problematiche legate all’escavazione di una cava” ha detto l’Assessore “La nostra non è una battaglia contro la società proponente ma è una presa di posizione in difesa del nostro territorio, già tragicamente depauperato dalla Xylella”.

I timori delle Associazioni

Dalle osservazioni presentate da alcune associazioni Aletine emerge il timore che vi siano ripercussioni negative sulla salute pubblica provocate dalle polveri che verrebbero sollevate dagli scavi ed è anche riportata la paura che un’escavazione così profonda possa sollecitare emissioni gassose dal terreno, in particolare – leggiamo nelle osservazioni presentate dalla ProLoco di Alezio – di gas Radon. 
Sottolineata nel medesimo documento la circostanza che la zona interessata dal progetto è storicamente detta “Coline” perché verso essa confluiscono le acque piovane provenienti dalle alture di Matino e Parabita e si teme che possa essere alterato l’equilibrio idrico della falda superficiale e determinato un minore apporto di acqua al canale “Samari”, sistema idrico naturale dell’area umida “Li Foggi”, all’interno del Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale Punta Pizzo.

Sollevati, inoltre, dubbi in merito ad un’incidenza negativa sulle attività agricole circostanti e riferita preoccupazione per la vicinanza al sito archeologico della necropoli messapica.

di Armenia Cotardo



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